Estate Orobica? 5 Posti Imperdibili da Vedere

Hai già scelto la meta per le tue vacanze estive? Ogni anno migliaia di turisti arrivano in Valle Brembana per scoprirne i tesori gastronomici e paesaggistici, ma anche per il clima fresco, tramandando la tradizione delle vacanze in Valle Brembana di generazione in generazione.

Oggi vi presentiamo 5 luoghi da sogno raccontati anche da Trip Advisor, distribuiti su un raggio di 5 chilometri dal paese di Branzi e che potrete visitare.

  1. La Cascata di Branzi: Cascata facilmente raggiungibile dal centro del paese, è possibile posteggiare l’auto nel parcheggio gratuito per poi raggiungere un punto panoramico distante 3 minuti a piedi. Volendo è possibile percorrere il sentiero con cui arrivare alla base della cascata (20 minuti il tempo di percorrenza indicato). Una perla naturale rimasta intatta, tra i simboli naturalistici del paese.
  2. Il Borgo di Pagliari: Superate le ultime unità abitative di Carona, verso i margini del percorso da cui si raggiunge il Rifugio Calvi, sorge sul lato destro la frazione di Pagliari: un antico borgo rustico tra i meglio conservati, che sprigiona suggestioni in ogni stagione. In estate potrete ammirare i bellissimi contrasti della pietra con il verde dei prati.
  3. Il Mulino di Bàresi: situato in un contesto paesaggistico di rara bellezza, nella località di Bàresi, sorge un fabbricato rurale in pietra risalente al XVII secolo, dove tutt’ora è conservato un torchio per la spremitura delle noci, un mulino per le farine che porta la data del 1672 e le testimonianze di un antico forno. Sopra l’ingresso, un affresco raffigurante la Madonna con Bambino. Oggi è un bene culturale protetto dal FAI
  4. La Chiesa di Trabuchello: nella chiesa di Santa Margherita fu trovata una necropoli altomedievale e una fortificazione civile di epoca tardo romana.. I ritrovamenti più antichi risalivano all’anno mille, mentre sulla navata centrale sono state rinvenute sei tombe di periodo alto medievale. Ma la scoperta più importante è relativa a una struttura muraria, di epoca precedente, collocabile tra il tardoantico e l’alto medioevo e posta al centro della chiesa, che presuppone la presenza di un insediamento civile collegato allo sfruttamento delle miniere di ferro e rame già note in epoca romana.
  5. Latteria Sociale di Branzi Casearia: Venne fondata nel 1953 da Giacomo Midali, casaro in Branzi, con l’obiettivo di produrre tutto l’anno un formaggio di alta qualità, attraverso l’impiego delle tecniche tradizionali utilizzate in alpeggio e dal latte prodotto in valle. Qui potrete sentire il vero sapore orobico e anche visitare la produzione del Formaggio Tipico Branzi FTB

 

Latteria di Branzi ti aspetta In Baita, a Zogno, in via Grotte delle Meraviglie 14/A (Bg) –  0345 92061 Siamo aperti da lunedì a domenica con servizio di vendita dei nostri migliori prodotti tipici e nel week end con il servizio di ristorazione.

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Welcome To Bergamo: il nuovo progetto Enogastronomico

Un’estate di gusto e sapore, sempre più tipica e sempre più estesa sul territorio bergamasco, aperta alla tradizione e votata alla conoscenza della cultura gastronomica orobica.

Il progetto, ideato e diretto dal Grand Hotel del Parco, sta ampliando la sua rete, andando a coinvolgere le aziende posizionate nei luoghi strategici della provincia, per offrire ai turisti un’offerta gastronomica improntata sul territorio. Tra le aziende che hanno aderito da subito ci sono:

Latteria di Branzi: che propone nell’offerta il Formaggio Tipico Branzi FTB, il Taleggio e lo Zola Malghese, e una selezione di salumi: tutto proveniente dai piccoli allevatori dell’alta Valle

Elav Birrificio Indipendente: che ha fatto della birra un’arte, declinabile in base ai suoi sapori ad ogni tipo di pietanza.

Azienda Agricola Biava: fresca di ingresso nella rete, propone il suo Ghibellino, un vino rosso immediato ed esuberante dalle fresche note fruttate, prodotto dalla famosa azienda agricola di Scanzorosciate.

Una combinazione gastronomica varia e curata in ogni dettaglio, per dare al menù lo stesso sapore che secoli di storia hanno dato alle nostre tavole. Ora scopriamo insieme dove poter trovare la Degustazione Welcome To Bergamo.

Grand Hotel del Parco: Fondatore dell’iniziativa, grazie alla location raffinata, alla cucina interna ed alla personalizzazione dei menu potrete aggiungere valore ed eleganza ad ogni evento.

Via Galeno, 8 – 24040 – Stezzano ( BG ) – 035 / 591710

In Baita – Latteria di Branzi: l’ingresso tra le meraviglie della Valle Brembana prevede prima di tutto una sosta, a Zogno, In Baita. Lì, la storica Latteria di Branzi ha aperto un punto di riferimento per turisti e amanti della montagna. Un food shop e ristorante con il meglio della produzione locale.

Via Grotte delle Meraviglie, 14A, 24019 Zogno BG – 0345 92061

Bù Cheese Bar: dopo una passeggiata nel cuore di Bergamo centro, potrete sostare nel dehor del primo (e unico) cheese bar cittadino, caratterizzato da una moderna rivisitazione degli ingredienti provenienti dalla montagna. Dall’antipasto fino al dolce, passando per la Degustazione Welcome To Bergamo fino al drink a base di siero di latte.  Segui Bù Cheese Bar su Facebook e Instagram.

 Via Monte S. Michele, 1, 24121 Bergamo BG – 035 220289

Monastero di Astino: uno dei luoghi più affascianti e secolari di Bergamo, posizionato sui colli cittadini, offre uno scenario di bellezza e biodiversità vegetativa incomparabile. Tra mostre ed eventi, anche la bellissima terrazza (con Elav Birrificio Indipendente, Da Mimmo Ristorante e La Marianna Ristorante) e il chiostro interno (quest’ultimo gestito da Bù Cheese Bar) dove potrete gustare i prodotti della degustazione Welcome To Bergamo.

 Via Astino, 13, 24129 Bergamo BG

Elav Kitchen & Beer: nel fascino medievale di città alta nel nuovo pub e ristorante Elav a Bergamo Alta con le birre alla spina ed in bottiglia firmate Elav, aperitivi, cocktails alla birra, brunch e un programma di seminari, eventi ed approfondimenti culturali.

Via Solata, 8, 24129 Bergamo BG – 035 017 2871

Ristorante Genio 1961,  un luogo fresco ed accogliente per coloro che vogliono passare una piacevole

La gestione familiare assicura un atmosfera piacevole e calorosa senza per questo rinunciare a quel “tocco di classe” che occorre nelle occasioni piu’.

Vai L. da Vinci 27, 24040 – Stezzano ( BG ) – 035 – 591315

 

Latteria di Branzi ti aspetta In Baita, a Zogno, in via Grotte delle Meraviglie 14/A (Bg) –  0345 92061 Siamo aperti da lunedì a domenica con servizio di vendita dei nostri migliori prodotti tipici e nel week end con il servizio di ristorazione.

 

Vacanze in Valbrembana? 5 Posti e 5 Sapori da non perdere

Già superando la prima galleria, si iniziano a dipingere le prime vette della Valbrembana, è già Zogno, ed è subito profumo di vacanza. Molti vivono la montagna come un rifugio per il week end, fatto di grigliate e lontano dall’afa; altri invece come una settimana di puro relax in famiglia.

Oggi vi suggeriremo 5 prodotti e 5 posti meravigliosi che vi lasceranno nel palato e nella memorai tutto il gusto orobico,  e di cui non potrete più fare a meno.

Bésse de Brans: ottime per un antipasto o per accompagnare le partite dei mondiali in televisione la sera. In Baita, a Zogno, potrete trovare confezionate le rifilature della cagliata in forma di “pasta fresca” di formaggio, perfette scottate alla piastra, in padella o su pietra molto calda.

Merenda per Grandi e Piccini: sono gli yogurt orobici della Latteria di Branzi, in vari gusti e formati: da quelli monoporzione a quelli in formato famiglia. Sempre freschi, ricavati dal latte degli alpeggi che pastorizziamo In Baita, a Zogno, e arricchiti con la frutta dei nostri boschi.

Dolce o Salato? La risposta è comunque Fiurit. Conosciuto anche come ricotta liquida, è prodotto esclusivamente due volte a settimana, nasce dalla prima fioritura del siero. Potete abbinarlo alla polenta oppure ai dessert.

Il Dessert: il latte munto sulle nostre montagne, non sempre diventa yogurt. Panne cotte o budini? Tanti gusti diversi per chiudere in bellezza le cene in vacanza

FTB Branzi: l’imperdibile. Prende il nome dal paese di Branzi, e con la sua storia centenaria rappresenta uno dei formaggi più duttili in cucina e apprezzati al palato. Venite in Baita, a Zogno, e sceglieto nella stagionatura che preferite.

Ma ora passiamo alle attività di leisure: cosa fare in Valle Brembana? Ecco 5 posti assolutamente da non perdere!

San Pellegrino Terme: una delle cittadine in stile Liberty meglio conservate, con il Grand Hotel, il palazzo del Casinò e il sole che si riflette cristallino lungo il dorso del Brembo, rappresenta una sosta immancabile, per un gelato e una passeggiata romantica.

Ciclovia in ValBrembana: se amate pedalare, vi aspettano 20 km di meraviglie paesaggistiche, da Zogno a Piazza Brembana, seguendo il tragitto della ex ferrovia della valle.

Branzi & le Cascate: dove ha origine il Formaggio Tipico Branzi, fascino e natura si mescolano, fra romantici ponti e suggestive cascate, dove passeggiare e rilassarsi, prima di riprendere il cammino lungo la valle

Cornello del Tasso: è uno dei borghi più belli d’Italia e anche meglio conservati. Ancora intatta la sua struttura medievale, sia a livello urbanistico che architettonico, culmina con il bellissimo palazzo Tasso.

Casa di Arlecchino: L’edificio è situato nel borgo medievale di Oneta, raggiungibile a piedi dopo aver percorso l’antica mulattiera. Il nome lo deve alla residenza dell’attore rinascimentale Alberto Naselli, che rappresentò la maschera di Arlecchino nelle principali corti europee del suo tempo.

 

 

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FTB Branzi, il gusto della montagna

Un viaggio secolare nel cuore della Valle Brembana, nel paese di Branzi, alla scoperta del formaggio per antonomasia sempre presente sulle nostre tavole

Per molti è sinonimo di tradizione, per altri riflette il duro lavoro che da secoli contraddistingue la cultura orobica e ne carica di sapore ogni forma.

Parliamo del Formaggio Tipico Branzi, che da oltre mezzo secolo racconta con il suo sapore inconfondibile un’arte casearia che lo ha classificato tra i Principi delle Orobie. Era il 1953, quando Giacomo Midali, casaro di Branzi, perseguì l’obiettivo di produrre tutto l’anno un formaggio di alta qualità, garantita dall’impiego delle tecniche tradizionali utilizzate in alpeggio e dal latte prodotto in valle brembana.

Fu così che ne nacque la Latteria Sociale Casearia di Branzi, cui aderirono molti piccoli produttori che contribuirono a rendere unico l’FTB, che nel corso del tempo hanno saputo innovarsi adottando strumentazioni sempre più moderne, senza slegarsi però dai principi dell’arte dei maestri casari.

Da allora il Branzi non ha mai smesso di essere un protagonista delle nostre tavole, un ingrediente delle nostre ricette e un contorno della nostra vita a tavola, uscendo dai perimetri orobici grazie al turismo dei milanesi e ad un passaparola incessante: iniziato tanti anni fa tra due donne al banco dei formaggi mentre facevano la spesa e arrivato oggi tra gruppi di amici sui social network.

Il Branzi FTB è noto per il suo gusto delicato, riconosciuto dal marchio rosso, fino ad intensificarsi con la stagionatura a 6 mesi  che tocca il culmine nella varietà delo Stravecchio invecchiato fino a 12 mesi.

Oggi la Latteria di Branzi è arrivata alla sua terza generazione, ma non smette mai di raccontare una storia d’amore lunga oltre 50 anni che oggi vogliamo farvi rivivere con una ricetta molto speciale: la ricetta della nonna Cristina, riproposta oggi dalla figlia Agnese Midali.

 

POLENTA TARAGNA E INVOLTINI CON PANNA

 

Dosi per 4 persone

Per gli involtini con la panna:

4 /5 fettine lonza di maiale

4 /5 fettine fesa di vitello

1 litro panna fresca

Dado granulare

1 bicchiere vino bianco

Pancetta tagliata sottile

Erba, salvia, burro e olio

Limone

Per la polenta taragna:

2 litri d’acqua

300 g farina gialla (integrale)

200 g formaggio Branzi FTB stagionato

(180 giorni) a dadini

600 g formaggio Branzi FTB fresco

(60 giorni) a dadini

Sale una manciata

Per gli involtini

Stendere su ogni fetta di carne una fettina di pancetta e una foglia di salvia (se preferite potete anche metterla fuori). Arrotolare formando un involtino che formerete con uno stecco di legno. Rosolate gli involtini con olio e burro poi bagnarli con il vino bianco, lasciare evaporare, poi aggiungere un misurino scarso di dado granulare (o un dado normale) con un mestolo abbondante di acqua calda. Cuocete a fuoco basso. Quando l’acqua sarà evaporata aggiungere poco per volta la panna avendo cura di farla addensare prima di aggiungerne altra. Cuocete lentamente a fine cottura (4050 minuti). Aggiustare di sale poi aggiungere una spruzzata di limone. Mescolare e servire ben caldo sulla polenta taragna.

Per la polenta taragna

Scaldare l’acqua nel paiolo, aggiungere il sale prima che inizi a bollire.

Quando bolle spegnere il fuoco e aggiungere la farina a pioggia mescolando con un frustino in modo che non si formino grumi, riaccendere il fuoco.

Cuocete per 5060 minuti mescolando spesso con un bastone (cucchiaio) di legno (paiolo elettrico). A cottura ultimata aggiungere prima il Branzi FTB stagionato, mescolare bene poi il Branzi FTB fresco.

Mescolare ancora un pochino e servire in un piatto fondo con sopra 2 involtini con un bel mestolo di sugo di panna che nel frattempo avrete preparato a parte.

 

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Matüscin, un formaggio a cavallo dei millenni

Anche nella storia antica l’uomo si “inventava” i mestieri, dando vita a formaggi millenari che ancora oggi gustiamo sulle nostre tavole.

Che la si chiami Protostoria o semplicemente la si circoscriva al 7.000 a.C., l’epoca in cui si collocano i primi ritrovamenti di allevamenti di capre nelle Orobie, appare lontanissima. Eppure anche così recente, grazie alla riscoperta di valori e tradizioni che ci portano a incontrare, oggi, il penultimo dei Formaggi Principi delle Orobie: quello di Capra Orobica, che oggi identifichiamo nel  Matüscin. Una formaggella dalla forma cilindrica, con facce piane, delicatamente sapide e acidule, dall’inconfondibile percezione olfattiva.

Un sapore che ha attraversato i millenni, che ha visto il mondo cambiare e che ha contribuito a segnare la storia dell’uomo nella Valle Brembana e nelle Orobie circostanti. L’allevamento di capra, infatti, divenne presto una risorsa fondamentale per le popolazioni qui stanziate, vista l’adattabilità delle capre alle difficili condizioni orografiche.

Questo portò alcune figure dei villaggi a specializzarsi, dando vita al lavoro del capraio, che portava al pascolo le capre, in grado di controllarle con fischi, richiami e con l’uso sapiente del sale. Quello dei “caprai” divenne un vero e proprio lavoro: tutte le mattine passavano per i paesi di casa in casa a ritirare le capre, portarle al pascolo e poi riconsegnarle alla sera.
A fine Settecento lo sviluppo industriale comportò un conflitto tra l’allevamento caprino e l’utilizzo dei boschi per fare legna da carbonella necessaria alle aziende. Iniziò in quel periodo la “guerra alle capre” ma nei territori orobici la capra orobica dal pelo e dalle corna lunghe continuò a essere allevata, sia per la sua carne succulenta che per la bontà del suo latte.
I formaggi di capra orobica sono ottimi consumati accompagnati a confetture o miele; quelli freschi sono ottimi passati al forno e semplicemente conditi con olio sale, pepe e timo. Sono ingredienti fondamentali di molti piatti: mousse, ripieni per ravioli, torte salate, gnocchi, crespelle e salse per carni sia bianche che rosse. Sono eccellenti anche le salse a base di caprino fresco ed erbe spontanee per accompagnare i pesci d’acqua dolce. Il Matüscin è venduto e distribuito dalla Latteria di Branzi, aperta anche al pubblico nello shop e ristorante In Baita a Zogno.

 

RICETTA
Mezzelune di pere e formagit

Ingredienti per 4 persone:

100 g farina 00

100 g farina grano saraceno

3 pere abate sbucciate e tagliate a cubetti

250 g caprino di capra orobica fresco

sale

pepe nero

timo

50 g burro di montagna

50 g formaggella di capra orobica stagionata

Tempo di preparazione e cottura
1 ora

Procedimento
Preparare con le farine e le uova la pasta e farla riposare per 20 minuti in luogo fresco.
Mescolare i cubetti di pera con i caprini, salare e pepare.
Tirare la sfoglia e ricavarne dei cerchi di 5-6 cm di diametro, porvi il ripieno e chiuderli a mezzaluna. Cuocerli in acqua bollente salata e condirli con burro aromatizzato al timo e formaggella di capra orobica stagionata grattugiata piuttosto grossolanamente.

 

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Strachitunt Valtaleggio Dop: Doppiamente buono e inaspettato

 Se è vero che le migliori opere d’arte, spesso, nascono da una casualità, lo Strachitunt conferma la regola, portando con sé secoli di tradizione casearia.

Lo Strachítunt è l’antenato del Gorgonzola e fa parte della famiglia degli stracchini… Quasi per caso. Pare infatti che sia nato per una circostanza fortuita: dalla virtù al risparmio tipica dei bergamaschi, unita alla voglia di sperimentare insita nel dna dei casari, che cercavano un modo per recuperare gli avanzi della lavorazione dello stracchino.

Quando infatti la cagliata non era sufficiente per fare un’intera forma, questa veniva lasciata appesa, in attesa che fosse pronta la cagliata successiva.  Da lì, poi, si andava componendo una forma a strati mediante fascere tonde, in modo da tenere la produzione “a due paste” distinta e riconoscibile da quelle degli stracchini tradizionali, che rappresentavano a quei tempi una varietà molto richiesta sul mercato cittadino.

Nasceva così lo Strachitunt, antenato del noto Gorgonzola, con la sua forma cilindrica a facce piane e dalla crosta sfumata di grigio dalla presenza di muffe, rugosa e asciutta: ovvero quell’aspetto che preannuncia un sapore indimenticabile con note di piccantezza che variano a seconda del prolungarsi della stagionatura.

Nel marzo del 2014, lo Strachitunt ha ottenuto dall’Unione Europea la Denominazione di Origine protetta, prevedendo che il latte crudo debba essere quello di Bruna Alpina. Questo conferisce un sapore tutto orobico, e spiega anche perché è nel Club dei 7 Principi (vedi l’articolo https://www.bergamonews.it/2018/03/07/orobie-terra-principi-del-gusto/277645/)

 

Oggi lo Strachitunt Val Taleggio DOP è’ venduto e distribuito dalla Latteria di Branzi, aperta anche al pubblico nello shop e ristorante In Baita a Zogno

Ricetta

Filetto di cervo con Strachítunt D.O.P.

Ingredienti per 4 persone:

4 fette di filetto di cervo alte 1,5 cm ben frollato

1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva laghi Lombardi-Sebino

timo

120 g Strachítunt D.O.P.

½ bicchiere di latte

1 dl di Terre del Coleoni Doc moscato passito

sale

pepe

Tempo di preparazione e cottura

15 minuti oltre al tempo di marinatura del filetto

Procedimento

Massaggiare il filetto con l’olio, il timo, pepe e sale e farlo riposare in luogo fresco per qualche ora. Cuocerlo in pentola aderente senza aggiunta di grassi e se necessario coprendolo, aggiustare di sale e pepe.

Ridurre il moscato passito a due cucchiai

A parte far sciogliere lo Strachítunt D.O.P. nel latte intiepidito.

Servire il filetto ben cotto con sopra la salsa e a fianco la riduzione di moscato passito.

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Storico Ribelle: il guerriero di montagna dal cuore tenero

Il gusto di essere diversi, il bello di essere ribelli: Scopriamo un formaggio che ha saputo disunire e anche riunire davanti alla buona tavola, con la ricetta della Latteria di Branzi 

Lo definiscono patrimonio ed espressione dell’agricoltura eroica di montagna, e ha come roccaforte Gerola Alta, in Valtellina, dove proseguono le Orobie e non si ferma di certo il gusto. Carlo Petrini, fondatore di SlowFood, lo include nella Top 10 dei formaggi indimenticabili e l’artista Gabriele Pino è diventato per vocazione suo ritrattista, rendendolo oltre che opera casearia anche opera d’arte.

Lo Storico Ribelle è un formaggio d’alpe a latte crudo, prodotto in determinati alpeggi sulle Prealpi Orobie. Maturo si presenta in forme cilindriche regolari con diametro di 40-50 cm, altezza di 9-12 cm e un peso variabile dai 9 ai 20 kg. Le fasi produttive si svolgono secondo gli usi tradizionali, legati alle caratteristiche ambientali, nel periodo compreso fra il primo di giugno ed il 30 settembre.

Ma cosa lo rende un’eccellenza casearia dal gusto unico? La risposta sta in un procedimento rigoroso, tutelato dallo stesso Presidio Slow Food affinché ne resti immutato il suo sapore e anche la sua storia: presente e passata.
Il latte di vacca appena munto viene aggiunto a quello caprino (10-20%), ottenuto dalla razza orobica e lavorato a crudo, in loco, nel “calècc”.

Il divieto di utilizzo di fermenti lattici nella cagliata, imposto dal disciplinare dello Storico Ribelle, arricchisce la variabilità organolettica del formaggio, caseificato esclusivamente grazie alla flora batterica locale che si differenzia secondo gli alpeggi.
La produzione di Storico Ribelle per questo motivo viene selezionata nella Casèra di stagionatura di Gerola Alta, per ottenere il riconoscimento di Presidio Slow Food.E’ venduto e distribuito dalla Latteria di Branzi, aperta anche al pubblico nello shop e ristorante In Baita a Zogno

Ricetta

Spiedino di Storico Ribelle e Moscato di Scanzo

Ingredienti:

300 g di Storico Ribelle tagliato a cubetti

100 g acqua

100 g zucchero

100 g Moscato di Scanzo Docg

5 fogli di colla di pesce

Tempo di preparazione e cottura
15 minuti oltre al tempo per far raffreddare la gelatina

Procedimento

Mettere la colla di pesce ad ammollare nel Moscato di Scanzo Docg. Fra uno sciroppo con acqua e zucchero e lasciare intiepidire. Unire la colla di pesce con il Moscato di Scanzo. Porre in una vaschetta in modo da avere uno strato di 1 cm e porre in frigorifero fino a quando non si addensa. Su uno spiedino di legno alternare i cubetti di Storico Ribelle alla gelatina di Moscato.

 

Latteria di Branzi ti aspetta In Baita, a Zogno, in via Grotte delle Meraviglie 14/A (Bg) –  0345 92061 | Siamo aperti da lunedì a domenica con servizio di vendita dei nostri migliori prodotti tipici e nel week end con il servizio di ristorazione.

 

Gusto a Tavola? Scopri la Ricetta della Latteria di Branzi

La Latteria di Branzi vi porta In Baita, a Zogno, con la ricetta del mese scelta proprio per voi. Scoprite le Casere a tavola!

Scocca l’ora di Giugno, dei week end alla casa in montagna, delle gite domenicali e delle lunghe passeggiate serali. Ma anche l’ora di un sapore tutto gusto e tradizione. Lo chef della Latteria di Branzi vi propone un accostamento che fin da bambini abbiamo vissuto nei nostri piatti la domenica a pranzo in famiglia, e che oggi riassaporeremo con la ricetta originale: Ossibuchi da abbinare alla Polenta Taragna Orobica Originale.

Ingredienti per 6 Perone

6 Ossibuchi, 1 cipolla, 1 carota, 1 gamba di sedano, 1 spicchio d’aglio, prezzemolo tritato, 80 g di burro, salsa di pomodoro, buccia di limone, sale e pepe ½ bicchiere di vino bianco secco.

Preparazione

Mettete in pentola olio, burro, cipolla, sedano, carota e aglio tritati e fate rosolare con il battuto. Condite con sale e pepe. Bagnate con il vino bianco e aggiungete un po’ di salsa di pomodoro dopo che questo è evaporato. A cottura ultimata, togliete gli ossibuchi, aggiungete la buccia di limone e il prezzemolo tritati,  legate il sugo con una noce di burro e un cucchiaio di farina cuocendo per 15 minuti. Passate il sugo al setaccio e versatelo sugli ossibuchi che avrete riposto nella pentola. Serviteli caldi, spolverizzando con prezzemolo tritato. E ora abbiniamolo alla Polenta Taragna Orobica Originale di cui vedremo la ricetta ufficiale

Ingredienti per 6 Persone – Polenta Taragna Orobica Originale

800g di farina gialla o mista saraceno, 4 litri d’acqua, sale, salvia, aglio 600-800g di formaggio FTB Branzi, 150 g di burro

Preparazione

Scaldate l’acqua nel paiolo, salate, e prima che inizi a bollire, versate lentamente a pioggia la farina, mescolando continuamente con un bastone di legno, in modo che non si formino grumi.

Rimestate continuamente per 50-60 minuti fino ad ottenere una Polenta di una certa consistenza ma non dura.

A cottura ultimata aggiungete il formaggio FTB Branzi fresco tagliato a dadi.

Rimestate lentamente. Il formaggio non deve sciogliersi completamente, deve filare pur mantenendo parte del dado consistente.  A questo punto versate il burro precedentemente rosolato in un tegame con la salvia e gli spicchi d’aglio. Bucherellando la Polenta con il bastone di legno, fatelo penetrare nell’impasto senza mescolare. Servitela molto calda e con un mestolo o cucchiaio di legno.

Se anche tu ami gustare i piatti tipici brembani o cucinarli, condividili sui social con gli hashtag #orobie #latteriadibranzi

Vi abbiamo incuriosito e ingolosito? Allora mettetevi ai fornelli con gli ingredienti originali esatti che troverete In Baita, alla Latteria di Branzi. Siamo a Zogno, in via Grotte delle Meraviglie 14/A, oppure prenotate al Bù Cheese Bar, via Monte San Michele 1, nel cuore di Bergamo.

5 modi per vivere il Formaggio Tipico Branzi FTB a tavola

La Latteria di Branzi vi porterà a vivere un’esperienza culinaria nuova, scoprendo cinque ricette che non vi aspettate con il Formaggio Tipico Branzi

C’è chi lo vede come una forma cilindrica, e chi, invece, come una forma di gusto declinabile all’interpretazione che ognuno dà alla propria tavola.

Oggi non vi diremo solo “dove” andare a mangiarlo, ma anche “come” mangiarlo, per rendere unica la vostra esperienza culinaria con uno dei formaggi più antichi delle Orobie.

Il protagonista? È sempre lui ed è sempre diverso: il Formaggio Tipico Branzi FTB!

Proprio perché pensi di conoscerla, la tradizione non finirà mai di sorprendere… E oggi ve la proponiamo rivisitata, secondo lo chef dei nostri partner di Bù Cheese Bar.

  1. Branzi alla Piastra: più che una ricetta, un nuovo punto di vista tutto gusto e semplicità. Tagliate in sottili fette il Formaggio Tipico Branzi FTB stagionato 60 giorni, e accompagnatelo con misticanza di stagione, scelta per voi dalla Latteria di Branzi, che raccoglie le verdurine fresche dai piccoli produttori locali. (Disponibile da Bù Cheese Bar)
  2. Vellutata di Zucca e Patate con Crostini di Pane:un piatto semplice ma mai banale. Pulire la zucca, pelare le patate e tagliarle a cubetti. In una padella alta mettere la zucca, le patate, il sale e coprire con acqua fredda. Un romantico piacere per il palato.
  3. Cotoletta alla Milanese con Branzi fresco Fuso: uno dei più classici piatti, il vitello servito con osso, dorato e rivestito da un manto di FTB Branzi adagiato e fuso per dare un sapore unico alla pietanza. Anche in questo caso, non scordate le misticanze di stagione. (Disponibile da Bù Cheese Bar)
  4. O.B. – Cheese Burger: un tocco moderno alla tradizione, con l’hamburger di manzo di Bruna e pasta di salame, formaggio Branzi FTB 60 giorni, pancetta croccante della Val Taleggio, cipolla caramellata esalta dressing di yogurt fatta in casa, senape e miele millefiori della Valbrembana. (Disponibile da Bù Cheese Bar)
  5. Ciareghì con Tartufo Nero di Bracca e Branzi Stravecchio: in un souté abbastanza lungo sciogliere il burro e adagiare con cura le uova facendo attenzione a non rompere il tuorlo. Cuocere per qualche minuto e servire il ciareghì molto caldo. Una volta nel piatto adagiare sopra delle scaglie di FTB Stravecchio e delle fettine sottili di Tartufo nero

 

Vi abbiamo incuriosito e ingolosito? Allora mettetevi ai fornelli con gli ingredienti originali esatti che troverete In Baita, alla Latteria di Branzi. Siamo a Zogno, in via Grotte delle Meraviglie 14/A, oppure prenotate al Bù Cheese Bar, via Monte San Michele 1, nel cuore di Bergamo.

Le Casére arrivano in Cucina: sapori orobici!

Lo chef della Latteria di Branzi, per l’occasione, rispolvera una ricetta semplice, ma che conquisterà il vostro palato, abbinando la salsiccia alla Polenta Taragna Orobica Originale.

Oggi vi spiegheremo come realizzarla, calibrando le giuste quantità dei corretti ingredienti, perché è proprio dietro una apparente semplicità che si cela la cura del dettaglio.

Salsiccia in Padella con Polenta Taragna Orobica Originale

Ingredienti per 6 Persone

Forare la pelle della salsiccia affinché non si rompa durante la cottura, tagliatela a pezzi o arrotolatela a porzione fermandola con uno stecco.

Mettetela in un tegame con poco olio, fate quindi rosolare ambedue i lati e spruzzatela con il vino bianco.

Come variante potrete aggiungere salsa di pomodoro, infine servite con Polenta Taragna Orobica Originale.

 

Ingredienti per 6 Persone – Polenta Taragna Orobica Originale

800g di farina gialla o mista saraceno, 4 litri d’acqua, sale, salvia, aglio 600-800g di formaggio FTB Branzi, 150 g di burro

Preparazione

Scaldate l’acqua nel paiolo, salate, e prima che inizi a bollire, versate lentamente a pioggia la farina, mescolando continuamente con un bastone di legno, in modo che non si formino grumi.

Rimestate continuamente per 50-60 minuti fino ad ottenere una Polenta di una certa consistenza ma non dura.

A cottura ultimata aggiungete il formaggio FTB Branzi fresco tagliato a dadi.

Rimestate lentamente. Il formaggio non deve sciogliersi completamente, deve filare pur mantenendo parte del dado consistente.  A questo punto versate il burro precedentemente rosolato in un tegame con la salvia e gli spicchi d’aglio. Bucherellando la Polenta con il bastone di legno, fatelo penetrare nell’impasto senza mescolare. Servitela molto calda e con un mestolo o cucchiaio di legno.

Le meraviglie in tavola della Latteria ti aspettano In Baita!

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