2 Ricette per un settembre dal gusto unico

L’inizio di settembre è un assaggio di autunno: ricominciano il lavoro e la scuola, ma anche i pranzi in famiglia della domenica. Ecco due ricette che dovete assolutamente provare

L’estate volge al termine, e i suoi sapori che ci hanno accompagnati in questi mesi stanno ormai prendendo congedo per lasciare spazio alle primizie dell’autunno, ai suoi piatti e alle sue tradizioni.

Le Orobie sono un mondo vastissimo, un ecosistema di colture e produzioni che danno vita, grazie alla tradizione e all’ingegno degli chef a piatti indimenticabili, dove la semplicità incontra note prelibate.

Con il ritorno di settembre, torna anche il calendario della Polenta Taragna Orobica Originale, realizzato dalla Latteria di Branzi e oggi protagonista con due ricette da provare assolutamente.

Arrosto di Sottofesa di Vitello al Forno con Polenta Taragna Orobica Originale

Ingredienti per 6 Persone

1 e ½ kg di sottofesa di vitello, olio e burro. ½ bicchiere di vino bianco secco, brodo, rosmarino e salvia

Preparazione

Mettete in una casserruola, in cui vi siano già predisposti olio e burro fuso, il pezzo di sottofesa ben legato. Fatelo rosolare a fuoco lento girandolo sovente. Irrorate la carne con il vino bianco; scaldate il brodo e unitelo dopo che il vino sarà completamente evaporato.

Aggiungete gli odori e mettete la casseruola in forno a 200° C. Seguite meticolosamente la cottura e irrorate ogni tanto con brodo caldo. Dopo circa 2 ore, togliete dal forno e aggiungete al fondo di cottura un po’ di burro e farina per formare una salsina cremosa. Tagliate a fette e servite con polenta taragna orobica originale.

Ricetta della Polenta Taragna Orobica Originale

Dose per 6 persone

2 litri di acqua in modo da ottenere la polenta morbida adatta alla taragna;

10 grammi di sale grosso;

350-400 grammi di farina di mais vitrei o semivitrei, possibilmente di varietà antiche, coltivati nelle province di Bergamo, Brescia, Lecco, Sondrio. Laddove rientri nella tradizione è ammessa anche una percentuale di grano saraceno. La quantità di acqua dipende dalla tipologia e dalla granulometria della farina di mais;

300 grammi almeno di Formai de mut dell’Alta Valle Brembana dop, bitto storico presidio Slow Food, Bitto dop o Branzi. La quantità del formaggio dipende dalla sua stagionatura.

Per il condimento

50 grammi di burro soffritto con uno spicchio d’aglio e quattro foglie di salvia (poi rimossi) da versare sulla polenta taragna qualora venga servita come piatto unico.

Procedimento

Mettere l’acqua in un paiolo di rame, di ghisa o in una pentola d’acciaio col fondo spesso e con gli angoli arrotondati e portarla a ebollizione; salarla e versarvi la farina a pioggia, mescolando di continuo affinché non si formino grumi. Portare a cottura per almeno un’ora mescolando al bisogno. Aggiungere acqua calda se risulta troppo densa.

Tagliare il formaggio a pezzetti, abbassare il fuoco al minimo e aggiungerlo alla polenta. Amalgamare bene gli ingredienti fino al loro completo scioglimento (5-6 minuti).

Aggiustare eventualmente di sale e poi servire immediatamente la polenta taragna orobica in ciotole di ceramica o di terracotta, oppure adagiandola su un tagliere.

Qualora costituisca un piatto unico condirla con il burro insaporito con aglio e salvia.

 

Latteria di Branzi ti aspetta In Baita, a Zogno, in via Grotte delle Meraviglie 14/A (Bg) –  0345 92061 Siamo aperti da lunedì a domenica con servizio di vendita dei nostri migliori prodotti tipici e nel week end con il servizio di ristorazione.

 

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Meraviglie a Tavola: Il Branzi FTB Stravecchio è pronto!

Branzi non è solo un formaggio. Piuttosto, un modo che racchiude secoli di arte casearia, dove ricerca e sperimentazione, da sempre, accompagnano la produzione. E’ dalle abili mani dei casari, dalla passione, e dalla voglia di sorprendere con la tradizione che nasce lo Stravecchio.

Già, perché il processo tradizionale e artigianale garantisce un prodotto non standardizzato, che porta con sé i segni delle stagionature. Le caratteristiche organolettiche variano notevolmente, a seconda che il formaggio venga consumato dopo 60 giorni o 3-6 mesi di maturazione.

Seguendo questa logica, e prolungando quindi la stagionatura fino a un anno, abbiamo il Branzi FTB Stravecchio, all’occhio quasi un formaggio da grattuggia, dalla fragranza caratteristica.

Se in una fase iniziale abbiamo sotto gli occhi il Branzi FTB più comune, con la crosta sottile ed elastica dal colore giallino e la pasta morbida al taglio, dando spazio al tempo l’opportunità di agire, le cose cambiano.

La crosta si farà più scura e consistente, mentre la pasta, di colore giallo via via sempre più intenso, assumerà toni più compatti. Al palato si percepirà un sapore più deciso e persistente: risalteranno note di glutammato, frutta secca, una nota selvatica con una piccantezza sempre contenuta: un abbraccio armonico per le papille.

Ma… Come conservarlo in casa? Molti ce lo chiedo, specificando di non avere a disposizione una cantina. Ecco perché i trucchi del “Casaro 2.0” tornano utili per far coesistere il formaggio anche “in città”.

Si consiglia di riporlo nella parte meno fredda della casa, avvolto in un telo di canapa o cotone per contrastare l’essicamento, nemico del formaggio tanto quanto l’eccesso di freddo (che altera le qualità organolettiche) e l’eccesso di calore (che provoca fermentazione secondaria, accelerando la degradazione).

Siete pronti a scoprire il nostro Branzi FTB Stravecchio?

 

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Gustoso o Dissetante? Il Latte alle radici del Buono

Agosto è il mese per eccellenza del turista in Valle Brembana, che fa la scorta di relax e di specialità locali da portare ad amici e parenti, insieme alle nostre ricette: scopriamo il Latte!

Le mode passano, le tradizioni restano. Soprattutto quelle che riconducono alle radici del Buono e portano in tavola e nella quotidianità le tradizioni, delle cose fatte come una volta con gli ingredienti primari “raccolti” come una volta.

In Latteria sempre più turisti si fermano a chiedere il nostro Latte. Un latte con la “L” maiuscola perché arriva dagli alpeggi e mantiene intatto quel “primo sapore” che rende diversi gli alimenti.

Agosto quest’anno è stato un mese all’insegna del bianco: come materia base per creare e far gustare ciò che per i nostri nonni è una bella abitudine mentre, per le nuove generazioni, una grande novità

Botticello: Prodotto che prende il proprio nome dalla forma dei contenitori con cui veniva formato nei suoi primi anni di produzione. Lattica a fermentazione naturale, messo nelle tele per far sgrondare il siero, il botticello è un prodotto spalmabile, utilizzabile con spezie e olio e abbinabile anche a marmellate. Ottimo per preparare dessert come la cheesecake.

Fiurìt: fatto con lo stesso latte con cui creiamo ad arte il Formaggio Tipico Branzi FTB, il Fiurìt è il fiore di ricotta che un tempo era prodotto dai contadini per l’autoconsumo, vista la necessità di essere gustato freschissimo. Si ottiene dalla prima crema che affiora durante l’ebollizione del latte ed è il simbolo del sapere produttivo di un tempo, in cui nessuno dei residui della lavorazione del latte andava sprecato. Il gusto è molto delicato, leggermente dolce e aromatico, la crema è liquida dal colore bianco vivo, densa e leggermente granulosa. In cucina può essere abbinato sia al dolce che al salato. Originariamente accompagnava la polenta preparata la sera prima, durante le fredde sere invernali, o veniva mangiato per colazione. (Fonte East Lombardy).

Mascherpa: Una prelibatezza oggi poco conosciuta, che ha rischiato di essere dimentica e che, Latteria di Branzi, forte dell’attaccamento alla tradizione e presente fin negli alpeggi, ha scelto di rilanciare. Sorprendente nella sua semplicità, viene gustato con un filo d’olio.  Prodotta soltanto in alpeggio con tecniche e manualità tradizionali, la mascherpa rappresenta tutt’oggi la qualità e l’unicità dei nostri prodotti.

Yogurt: in questi mesi molto si è detto e altrettanto li si è apprezzati. Nella loro semplicità hanno rivoluzionato un mondo fatto di pubblicità, per offerte e grandi nomi… Che nulla hanno a che vedere con il vero latte di alpeggio. Tra gli ingredienti: latte all’87%, preparato al mirtillo del territorio al 13%. E 100% di Gusto.

 

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5 Ricette per un Ferragosto Indimenticabile

In Baita con la Latteria di Branzi o a casa con gli amici? I Piatti della tradizione selezionati per voi con 5 ricette d’autore che renderanno unico il vostro Ferragosto.

Ferragosto si avvicina, e se per molti vacanze e viaggi sono ormai un lontano miraggio, ci si può sempre consolare con la buona tavolta. Quella orobica, dove gli ingredienti sono quelli della tradizione e i piatti di una volta raccontati dagli chef che hanno reinterpretato il Formaggio Tipico Branzi FTB per ogni gusto ed ogni palato.

Antipasto: Le Bésse de Brans

Ritagli della pressatura dei formaggi Branzi FTB, fritti in pastella di birra Leffe accompagnati dalla nostra salsa dressing di yogurt fatto in casa, senape e miele millefiori della Val Brembana

Primo: Gnocco ripieno con fonduta di Formaggio Tipico Branzi FTB

In una casseruola a bagnomaria, far sciogliere il Branzi FTB tagliato a dadini e la panna. Quando il composto sarà ben amalgamato, ritirarlo in un contenitore e raffreddarlo, una volta freddo formare delle palline. Nel frattempo cuocere le patate e preparare l’impasto degli gnocchi con l’uovo e la farina. Pronto l’impasto, stenderlo e formare con uno stampo dei dischi dove metteremo la fonduta di Branzi FTB e avvolgeremo il tutto. Una volta pronti cuocerli in acqua bollente, quando verranno a galla scolarli e condirli con burro fuso e parmigiano

(per leggere tutti gli ingredienti clicca qui)

Secondo: B.O.B. Burger, il Re dei Cheese Burger

Uno dei capi saldi dei partner di Bù Cheese Bar, ma anche trait d’union di tradizione e trend del momento. B.O.B.  è l’hamburger di manzo razza Bruna Alpina Orobica abbinato a pasta di salame, Formaggio Tipico Branzi FTB 60gg, pancetta croccante della ValTaleggio, insalata iceberg, cipolla bionda caramellata e la nostra salsa dressing di yogurt fatta in casa, senape e miele millefiori della Val Brembana. Accompagnato da patate al forno.

Accompagnamento: Orologio di Formaggi

Ispirandoci alla composizione dello chef SimoneBusi di Bù Cheese Bar, scegliamo dal loro menù un orologio di 6 formaggi, buoni da fermare il tempo, che vi aspettano In Baita, a Zogno: iniziamo con Lattica a Fermentazione naturale di nostra produzione, Straacchino all’antica delle valli orobiche Presidio Slow Food, Branzi FTB 180gg, Tronchetto di Capra, Parmigiano Reggiano Vacche Rosse 30 mesi DOP e Gorgonzola malghese DOP.

(per scoprire tutti i formaggio della latteria di Branzi, clicca qui)

Dessert: Yogurt, Budini & Panne Cotte

Buoni come il latte delle nostre montagne, profumano di boschi e ruscelli, limpide sorgenti e pascoli d’altura. Ci vuole un tocco di poesia per descrivere le creme della Latteria di Branzi, rese uniche dal sapore del latte di alpeggio e pastorizzato da noi, per dare alle golosità della Baita un tocco sano e un retrogusto di montagna.

Siete pronti per un Ferragosto coi fiocchi, tra le montagne e immersi nel gusto?

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5 Rifugi per vivere l’essenza orobica

Fresche oasi di relax per salvarsi dal caldo record di questa settimana: ecco i consigli della Latteria di Branzi, con una ricetta dal gusto unico: siete pronti?

Alle porte della Valle Brembana, a Zogno, ci siamo noi. I nostri prodotti freschi a base di latte degli alpeggi e le mappe che vi aspettano per scoprire tutti i percorsi che vi porteranno ai luoghi del sogno brembani.

Proseguendo oltre, le meraviglie ammirate ogni anno da migliaia di turisti stranieri, che spesso scordiamo ma che, in giornate con caldo da record, rappresentano un’oasi di riparo dalla calura.

Oggi vi sveliamo 5 Rifugi che non potete perdervi, per giornate indimenticabili.

Rifugio San Marco: a cavallo tra la Valle Brembana e la Valtellina, si snoda l’antica strada Via Priula, che nel lontano 1500 collegava le nostre terre con la città di Venezia. Salendo lungo il passo si raggiunge il Rifugio San Marco 2000.

Rifugio Calvi: è sicuramente tra i più apprezzati e “instagrammati” delle Prealpi orobiche. Situato a cavallo tra Valle Brembana e Valle Seriana, presenta un panorama di raro fascino, circondato da bellissime vette: Pizzo del Diavolo e Diavolino, Grabiasca, Madonnino, Caà Bianca e Poris. Dinanzi, invece, bellissimi e freschi laghi tra cui il Fragabolgia (vedi l’articolo 3 Laghi della Val Brembana per un pic-nic ad alta quota).

Rifugio Laghi Gemelli: affacciato sulle affascinanti dighe dell’omonimo lago, si trova in un’area chiamata “altopiano dei laghi” e, accanto, troviamo Pizzo del Becco, lo stesso che ha ispirato il tagliere di Bù Cheese Bar a Bergamo e domina il paesaggio con ripidi dirupi.

Rifugio Capanna 2000: si trova ai piedi dei 2.512 metri del monte Arera, in un’area privilegiata, particolarmente soleggiata ma fresca e con un panorama mozzafiato. E’ una base perfetta per chi ama alpinismo e escursioni naturalistiche. Cosa lo rende unico? Una vista a 360° delle prealpi bergamasche

Rifugio Benigni: Inaugurato dal CAI Alta Valle Brembana nel 1984, in memoria della scompara di Cesare Benigni nel 1981 sul Pizzo del Diavolo di Tenda. Si trova sulla testata della Valle di Salmurano, vicino al lago Piazzotti.

E ora, mentre scegliete su quale rifugio trascorrerete i vostri week end, ecco la Ricetta della Polenta Taragna orobica Originale con il Formaggio Tipico Branzi FTB:

Ingredienti

Dose per 6 persone

  • 2 litri di acqua in modo da ottenere la polenta morbida adatta alla taragna;
  • 10 grammi di sale grosso;
  • 350-400 grammi di farina di mais vitrei o semivitrei, possibilmente di varietà antiche, coltivati nelle province di Bergamo, Brescia, Lecco, Sondrio. Laddove rientri nella tradizione è ammessa anche una percentuale di grano saraceno. La quantità di acqua dipende dalla tipologia e dalla granulometria della farina di mais;
  • 300 grammi almeno di Formai de mut dell’Alta Valle Brembana dop, bitto storico presidio Slow Food, Bitto dop o Branzi. La quantità del formaggio dipende dalla sua stagionatura.

Per il condimento

50 grammi di burro soffritto con uno spicchio d’aglio e quattro foglie di salvia (poi rimossi) da versare sulla polenta taragna qualora venga servita come piatto unico.

Procedimento

Mettere l’acqua in un paiolo di rame, di ghisa o in una pentola d’acciaio col fondo spesso e con gli angoli arrotondati e portarla a ebollizione; salarla e versarvi la farina a pioggia, mescolando di continuo affinché non si formino grumi. Portare a cottura per almeno un’ora mescolando al bisogno. Aggiungere acqua calda se risulta troppo densa.

Tagliare il formaggio a pezzetti, abbassare il fuoco al minimo e aggiungerlo alla polenta. Amalgamare bene gli ingredienti fino al loro completo scioglimento (5-6 minuti).

Aggiustare eventualmente di sale e poi servire immediatamente la polenta taragna orobica in ciotole di ceramica o di terracotta, oppure adagiandola su un tagliere.

Qualora costituisca un piatto unico condirla con il burro insaporito con aglio e salvia.

 

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Estate Orobica? 5 Posti Imperdibili da Vedere

Hai già scelto la meta per le tue vacanze estive? Ogni anno migliaia di turisti arrivano in Valle Brembana per scoprirne i tesori gastronomici e paesaggistici, ma anche per il clima fresco, tramandando la tradizione delle vacanze in Valle Brembana di generazione in generazione.

Oggi vi presentiamo 5 luoghi da sogno raccontati anche da Trip Advisor, distribuiti su un raggio di 5 chilometri dal paese di Branzi e che potrete visitare.

  1. La Cascata di Branzi: Cascata facilmente raggiungibile dal centro del paese, è possibile posteggiare l’auto nel parcheggio gratuito per poi raggiungere un punto panoramico distante 3 minuti a piedi. Volendo è possibile percorrere il sentiero con cui arrivare alla base della cascata (20 minuti il tempo di percorrenza indicato). Una perla naturale rimasta intatta, tra i simboli naturalistici del paese.
  2. Il Borgo di Pagliari: Superate le ultime unità abitative di Carona, verso i margini del percorso da cui si raggiunge il Rifugio Calvi, sorge sul lato destro la frazione di Pagliari: un antico borgo rustico tra i meglio conservati, che sprigiona suggestioni in ogni stagione. In estate potrete ammirare i bellissimi contrasti della pietra con il verde dei prati.
  3. Il Mulino di Bàresi: situato in un contesto paesaggistico di rara bellezza, nella località di Bàresi, sorge un fabbricato rurale in pietra risalente al XVII secolo, dove tutt’ora è conservato un torchio per la spremitura delle noci, un mulino per le farine che porta la data del 1672 e le testimonianze di un antico forno. Sopra l’ingresso, un affresco raffigurante la Madonna con Bambino. Oggi è un bene culturale protetto dal FAI
  4. La Chiesa di Trabuchello: nella chiesa di Santa Margherita fu trovata una necropoli altomedievale e una fortificazione civile di epoca tardo romana.. I ritrovamenti più antichi risalivano all’anno mille, mentre sulla navata centrale sono state rinvenute sei tombe di periodo alto medievale. Ma la scoperta più importante è relativa a una struttura muraria, di epoca precedente, collocabile tra il tardoantico e l’alto medioevo e posta al centro della chiesa, che presuppone la presenza di un insediamento civile collegato allo sfruttamento delle miniere di ferro e rame già note in epoca romana.
  5. Latteria Sociale di Branzi Casearia: Venne fondata nel 1953 da Giacomo Midali, casaro in Branzi, con l’obiettivo di produrre tutto l’anno un formaggio di alta qualità, attraverso l’impiego delle tecniche tradizionali utilizzate in alpeggio e dal latte prodotto in valle. Qui potrete sentire il vero sapore orobico e anche visitare la produzione del Formaggio Tipico Branzi FTB

 

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Welcome To Bergamo: il nuovo progetto Enogastronomico

Un’estate di gusto e sapore, sempre più tipica e sempre più estesa sul territorio bergamasco, aperta alla tradizione e votata alla conoscenza della cultura gastronomica orobica.

Il progetto, ideato e diretto dal Grand Hotel del Parco, sta ampliando la sua rete, andando a coinvolgere le aziende posizionate nei luoghi strategici della provincia, per offrire ai turisti un’offerta gastronomica improntata sul territorio. Tra le aziende che hanno aderito da subito ci sono:

Latteria di Branzi: che propone nell’offerta il Formaggio Tipico Branzi FTB, il Taleggio e lo Zola Malghese, e una selezione di salumi: tutto proveniente dai piccoli allevatori dell’alta Valle

Elav Birrificio Indipendente: che ha fatto della birra un’arte, declinabile in base ai suoi sapori ad ogni tipo di pietanza.

Azienda Agricola Biava: fresca di ingresso nella rete, propone il suo Ghibellino, un vino rosso immediato ed esuberante dalle fresche note fruttate, prodotto dalla famosa azienda agricola di Scanzorosciate.

Una combinazione gastronomica varia e curata in ogni dettaglio, per dare al menù lo stesso sapore che secoli di storia hanno dato alle nostre tavole. Ora scopriamo insieme dove poter trovare la Degustazione Welcome To Bergamo.

Grand Hotel del Parco: Fondatore dell’iniziativa, grazie alla location raffinata, alla cucina interna ed alla personalizzazione dei menu potrete aggiungere valore ed eleganza ad ogni evento.

Via Galeno, 8 – 24040 – Stezzano ( BG ) – 035 / 591710

In Baita – Latteria di Branzi: l’ingresso tra le meraviglie della Valle Brembana prevede prima di tutto una sosta, a Zogno, In Baita. Lì, la storica Latteria di Branzi ha aperto un punto di riferimento per turisti e amanti della montagna. Un food shop e ristorante con il meglio della produzione locale.

Via Grotte delle Meraviglie, 14A, 24019 Zogno BG – 0345 92061

Bù Cheese Bar: dopo una passeggiata nel cuore di Bergamo centro, potrete sostare nel dehor del primo (e unico) cheese bar cittadino, caratterizzato da una moderna rivisitazione degli ingredienti provenienti dalla montagna. Dall’antipasto fino al dolce, passando per la Degustazione Welcome To Bergamo fino al drink a base di siero di latte.  Segui Bù Cheese Bar su Facebook e Instagram.

 Via Monte S. Michele, 1, 24121 Bergamo BG – 035 220289

Monastero di Astino: uno dei luoghi più affascianti e secolari di Bergamo, posizionato sui colli cittadini, offre uno scenario di bellezza e biodiversità vegetativa incomparabile. Tra mostre ed eventi, anche la bellissima terrazza (con Elav Birrificio Indipendente, Da Mimmo Ristorante e La Marianna Ristorante) e il chiostro interno (quest’ultimo gestito da Bù Cheese Bar) dove potrete gustare i prodotti della degustazione Welcome To Bergamo.

 Via Astino, 13, 24129 Bergamo BG

Elav Kitchen & Beer: nel fascino medievale di città alta nel nuovo pub e ristorante Elav a Bergamo Alta con le birre alla spina ed in bottiglia firmate Elav, aperitivi, cocktails alla birra, brunch e un programma di seminari, eventi ed approfondimenti culturali.

Via Solata, 8, 24129 Bergamo BG – 035 017 2871

Ristorante Genio 1961,  un luogo fresco ed accogliente per coloro che vogliono passare una piacevole

La gestione familiare assicura un atmosfera piacevole e calorosa senza per questo rinunciare a quel “tocco di classe” che occorre nelle occasioni piu’.

Vai L. da Vinci 27, 24040 – Stezzano ( BG ) – 035 – 591315

 

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Vacanze in Valbrembana? 5 Posti e 5 Sapori da non perdere

Già superando la prima galleria, si iniziano a dipingere le prime vette della Valbrembana, è già Zogno, ed è subito profumo di vacanza. Molti vivono la montagna come un rifugio per il week end, fatto di grigliate e lontano dall’afa; altri invece come una settimana di puro relax in famiglia.

Oggi vi suggeriremo 5 prodotti e 5 posti meravigliosi che vi lasceranno nel palato e nella memorai tutto il gusto orobico,  e di cui non potrete più fare a meno.

Bésse de Brans: ottime per un antipasto o per accompagnare le partite dei mondiali in televisione la sera. In Baita, a Zogno, potrete trovare confezionate le rifilature della cagliata in forma di “pasta fresca” di formaggio, perfette scottate alla piastra, in padella o su pietra molto calda.

Merenda per Grandi e Piccini: sono gli yogurt orobici della Latteria di Branzi, in vari gusti e formati: da quelli monoporzione a quelli in formato famiglia. Sempre freschi, ricavati dal latte degli alpeggi che pastorizziamo In Baita, a Zogno, e arricchiti con la frutta dei nostri boschi.

Dolce o Salato? La risposta è comunque Fiurit. Conosciuto anche come ricotta liquida, è prodotto esclusivamente due volte a settimana, nasce dalla prima fioritura del siero. Potete abbinarlo alla polenta oppure ai dessert.

Il Dessert: il latte munto sulle nostre montagne, non sempre diventa yogurt. Panne cotte o budini? Tanti gusti diversi per chiudere in bellezza le cene in vacanza

FTB Branzi: l’imperdibile. Prende il nome dal paese di Branzi, e con la sua storia centenaria rappresenta uno dei formaggi più duttili in cucina e apprezzati al palato. Venite in Baita, a Zogno, e sceglieto nella stagionatura che preferite.

Ma ora passiamo alle attività di leisure: cosa fare in Valle Brembana? Ecco 5 posti assolutamente da non perdere!

San Pellegrino Terme: una delle cittadine in stile Liberty meglio conservate, con il Grand Hotel, il palazzo del Casinò e il sole che si riflette cristallino lungo il dorso del Brembo, rappresenta una sosta immancabile, per un gelato e una passeggiata romantica.

Ciclovia in ValBrembana: se amate pedalare, vi aspettano 20 km di meraviglie paesaggistiche, da Zogno a Piazza Brembana, seguendo il tragitto della ex ferrovia della valle.

Branzi & le Cascate: dove ha origine il Formaggio Tipico Branzi, fascino e natura si mescolano, fra romantici ponti e suggestive cascate, dove passeggiare e rilassarsi, prima di riprendere il cammino lungo la valle

Cornello del Tasso: è uno dei borghi più belli d’Italia e anche meglio conservati. Ancora intatta la sua struttura medievale, sia a livello urbanistico che architettonico, culmina con il bellissimo palazzo Tasso.

Casa di Arlecchino: L’edificio è situato nel borgo medievale di Oneta, raggiungibile a piedi dopo aver percorso l’antica mulattiera. Il nome lo deve alla residenza dell’attore rinascimentale Alberto Naselli, che rappresentò la maschera di Arlecchino nelle principali corti europee del suo tempo.

 

 

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FTB Branzi, il gusto della montagna

Un viaggio secolare nel cuore della Valle Brembana, nel paese di Branzi, alla scoperta del formaggio per antonomasia sempre presente sulle nostre tavole

Per molti è sinonimo di tradizione, per altri riflette il duro lavoro che da secoli contraddistingue la cultura orobica e ne carica di sapore ogni forma.

Parliamo del Formaggio Tipico Branzi, che da oltre mezzo secolo racconta con il suo sapore inconfondibile un’arte casearia che lo ha classificato tra i Principi delle Orobie. Era il 1953, quando Giacomo Midali, casaro di Branzi, perseguì l’obiettivo di produrre tutto l’anno un formaggio di alta qualità, garantita dall’impiego delle tecniche tradizionali utilizzate in alpeggio e dal latte prodotto in valle brembana.

Fu così che ne nacque la Latteria Sociale Casearia di Branzi, cui aderirono molti piccoli produttori che contribuirono a rendere unico l’FTB, che nel corso del tempo hanno saputo innovarsi adottando strumentazioni sempre più moderne, senza slegarsi però dai principi dell’arte dei maestri casari.

Da allora il Branzi non ha mai smesso di essere un protagonista delle nostre tavole, un ingrediente delle nostre ricette e un contorno della nostra vita a tavola, uscendo dai perimetri orobici grazie al turismo dei milanesi e ad un passaparola incessante: iniziato tanti anni fa tra due donne al banco dei formaggi mentre facevano la spesa e arrivato oggi tra gruppi di amici sui social network.

Il Branzi FTB è noto per il suo gusto delicato, riconosciuto dal marchio rosso, fino ad intensificarsi con la stagionatura a 6 mesi  che tocca il culmine nella varietà delo Stravecchio invecchiato fino a 12 mesi.

Oggi la Latteria di Branzi è arrivata alla sua terza generazione, ma non smette mai di raccontare una storia d’amore lunga oltre 50 anni che oggi vogliamo farvi rivivere con una ricetta molto speciale: la ricetta della nonna Cristina, riproposta oggi dalla figlia Agnese Midali.

 

POLENTA TARAGNA E INVOLTINI CON PANNA

 

Dosi per 4 persone

Per gli involtini con la panna:

4 /5 fettine lonza di maiale

4 /5 fettine fesa di vitello

1 litro panna fresca

Dado granulare

1 bicchiere vino bianco

Pancetta tagliata sottile

Erba, salvia, burro e olio

Limone

Per la polenta taragna:

2 litri d’acqua

300 g farina gialla (integrale)

200 g formaggio Branzi FTB stagionato

(180 giorni) a dadini

600 g formaggio Branzi FTB fresco

(60 giorni) a dadini

Sale una manciata

Per gli involtini

Stendere su ogni fetta di carne una fettina di pancetta e una foglia di salvia (se preferite potete anche metterla fuori). Arrotolare formando un involtino che formerete con uno stecco di legno. Rosolate gli involtini con olio e burro poi bagnarli con il vino bianco, lasciare evaporare, poi aggiungere un misurino scarso di dado granulare (o un dado normale) con un mestolo abbondante di acqua calda. Cuocete a fuoco basso. Quando l’acqua sarà evaporata aggiungere poco per volta la panna avendo cura di farla addensare prima di aggiungerne altra. Cuocete lentamente a fine cottura (4050 minuti). Aggiustare di sale poi aggiungere una spruzzata di limone. Mescolare e servire ben caldo sulla polenta taragna.

Per la polenta taragna

Scaldare l’acqua nel paiolo, aggiungere il sale prima che inizi a bollire.

Quando bolle spegnere il fuoco e aggiungere la farina a pioggia mescolando con un frustino in modo che non si formino grumi, riaccendere il fuoco.

Cuocete per 5060 minuti mescolando spesso con un bastone (cucchiaio) di legno (paiolo elettrico). A cottura ultimata aggiungere prima il Branzi FTB stagionato, mescolare bene poi il Branzi FTB fresco.

Mescolare ancora un pochino e servire in un piatto fondo con sopra 2 involtini con un bel mestolo di sugo di panna che nel frattempo avrete preparato a parte.

 

Latteria di Branzi ti aspetta In Baita, a Zogno, in via Grotte delle Meraviglie 14/A (Bg) –  0345 92061 Siamo aperti da lunedì a domenica con servizio di vendita dei nostri migliori prodotti tipici e nel week end con il servizio di ristorazione.

 

Matüscin, un formaggio a cavallo dei millenni

Anche nella storia antica l’uomo si “inventava” i mestieri, dando vita a formaggi millenari che ancora oggi gustiamo sulle nostre tavole.

Che la si chiami Protostoria o semplicemente la si circoscriva al 7.000 a.C., l’epoca in cui si collocano i primi ritrovamenti di allevamenti di capre nelle Orobie, appare lontanissima. Eppure anche così recente, grazie alla riscoperta di valori e tradizioni che ci portano a incontrare, oggi, il penultimo dei Formaggi Principi delle Orobie: quello di Capra Orobica, che oggi identifichiamo nel  Matüscin. Una formaggella dalla forma cilindrica, con facce piane, delicatamente sapide e acidule, dall’inconfondibile percezione olfattiva.

Un sapore che ha attraversato i millenni, che ha visto il mondo cambiare e che ha contribuito a segnare la storia dell’uomo nella Valle Brembana e nelle Orobie circostanti. L’allevamento di capra, infatti, divenne presto una risorsa fondamentale per le popolazioni qui stanziate, vista l’adattabilità delle capre alle difficili condizioni orografiche.

Questo portò alcune figure dei villaggi a specializzarsi, dando vita al lavoro del capraio, che portava al pascolo le capre, in grado di controllarle con fischi, richiami e con l’uso sapiente del sale. Quello dei “caprai” divenne un vero e proprio lavoro: tutte le mattine passavano per i paesi di casa in casa a ritirare le capre, portarle al pascolo e poi riconsegnarle alla sera.
A fine Settecento lo sviluppo industriale comportò un conflitto tra l’allevamento caprino e l’utilizzo dei boschi per fare legna da carbonella necessaria alle aziende. Iniziò in quel periodo la “guerra alle capre” ma nei territori orobici la capra orobica dal pelo e dalle corna lunghe continuò a essere allevata, sia per la sua carne succulenta che per la bontà del suo latte.
I formaggi di capra orobica sono ottimi consumati accompagnati a confetture o miele; quelli freschi sono ottimi passati al forno e semplicemente conditi con olio sale, pepe e timo. Sono ingredienti fondamentali di molti piatti: mousse, ripieni per ravioli, torte salate, gnocchi, crespelle e salse per carni sia bianche che rosse. Sono eccellenti anche le salse a base di caprino fresco ed erbe spontanee per accompagnare i pesci d’acqua dolce. Il Matüscin è venduto e distribuito dalla Latteria di Branzi, aperta anche al pubblico nello shop e ristorante In Baita a Zogno.

 

RICETTA
Mezzelune di pere e formagit

Ingredienti per 4 persone:

100 g farina 00

100 g farina grano saraceno

3 pere abate sbucciate e tagliate a cubetti

250 g caprino di capra orobica fresco

sale

pepe nero

timo

50 g burro di montagna

50 g formaggella di capra orobica stagionata

Tempo di preparazione e cottura
1 ora

Procedimento
Preparare con le farine e le uova la pasta e farla riposare per 20 minuti in luogo fresco.
Mescolare i cubetti di pera con i caprini, salare e pepare.
Tirare la sfoglia e ricavarne dei cerchi di 5-6 cm di diametro, porvi il ripieno e chiuderli a mezzaluna. Cuocerli in acqua bollente salata e condirli con burro aromatizzato al timo e formaggella di capra orobica stagionata grattugiata piuttosto grossolanamente.

 

Latteria di Branzi ti aspetta In Baita, a Zogno, in via Grotte delle Meraviglie 14/A (Bg) –  0345 92061 | Siamo aperti da lunedì a domenica con servizio di vendita dei nostri migliori prodotti tipici e nel week end con il servizio di ristorazione.