Matüscin, un formaggio a cavallo dei millenni

Anche nella storia antica l’uomo si “inventava” i mestieri, dando vita a formaggi millenari che ancora oggi gustiamo sulle nostre tavole.

Che la si chiami Protostoria o semplicemente la si circoscriva al 7.000 a.C., l’epoca in cui si collocano i primi ritrovamenti di allevamenti di capre nelle Orobie, appare lontanissima. Eppure anche così recente, grazie alla riscoperta di valori e tradizioni che ci portano a incontrare, oggi, il penultimo dei Formaggi Principi delle Orobie: quello di Capra Orobica, che oggi identifichiamo nel  Matüscin. Una formaggella dalla forma cilindrica, con facce piane, delicatamente sapide e acidule, dall’inconfondibile percezione olfattiva.

Un sapore che ha attraversato i millenni, che ha visto il mondo cambiare e che ha contribuito a segnare la storia dell’uomo nella Valle Brembana e nelle Orobie circostanti. L’allevamento di capra, infatti, divenne presto una risorsa fondamentale per le popolazioni qui stanziate, vista l’adattabilità delle capre alle difficili condizioni orografiche.

Questo portò alcune figure dei villaggi a specializzarsi, dando vita al lavoro del capraio, che portava al pascolo le capre, in grado di controllarle con fischi, richiami e con l’uso sapiente del sale. Quello dei “caprai” divenne un vero e proprio lavoro: tutte le mattine passavano per i paesi di casa in casa a ritirare le capre, portarle al pascolo e poi riconsegnarle alla sera.
A fine Settecento lo sviluppo industriale comportò un conflitto tra l’allevamento caprino e l’utilizzo dei boschi per fare legna da carbonella necessaria alle aziende. Iniziò in quel periodo la “guerra alle capre” ma nei territori orobici la capra orobica dal pelo e dalle corna lunghe continuò a essere allevata, sia per la sua carne succulenta che per la bontà del suo latte.
I formaggi di capra orobica sono ottimi consumati accompagnati a confetture o miele; quelli freschi sono ottimi passati al forno e semplicemente conditi con olio sale, pepe e timo. Sono ingredienti fondamentali di molti piatti: mousse, ripieni per ravioli, torte salate, gnocchi, crespelle e salse per carni sia bianche che rosse. Sono eccellenti anche le salse a base di caprino fresco ed erbe spontanee per accompagnare i pesci d’acqua dolce. Il Matüscin è venduto e distribuito dalla Latteria di Branzi, aperta anche al pubblico nello shop e ristorante In Baita a Zogno.

 

RICETTA
Mezzelune di pere e formagit

Ingredienti per 4 persone:

100 g farina 00

100 g farina grano saraceno

3 pere abate sbucciate e tagliate a cubetti

250 g caprino di capra orobica fresco

sale

pepe nero

timo

50 g burro di montagna

50 g formaggella di capra orobica stagionata

Tempo di preparazione e cottura
1 ora

Procedimento
Preparare con le farine e le uova la pasta e farla riposare per 20 minuti in luogo fresco.
Mescolare i cubetti di pera con i caprini, salare e pepare.
Tirare la sfoglia e ricavarne dei cerchi di 5-6 cm di diametro, porvi il ripieno e chiuderli a mezzaluna. Cuocerli in acqua bollente salata e condirli con burro aromatizzato al timo e formaggella di capra orobica stagionata grattugiata piuttosto grossolanamente.

 

Latteria di Branzi ti aspetta In Baita, a Zogno, in via Grotte delle Meraviglie 14/A (Bg) –  0345 92061 | Siamo aperti da lunedì a domenica con servizio di vendita dei nostri migliori prodotti tipici e nel week end con il servizio di ristorazione.

 

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