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Forme creative 2020 il formaggio tra creatività e patrimonio Unesco


È stata presentata oggi, venerdì 13 novembre, la nuova edizione di FORME, iniziativa dedicata al formaggio, tra creatività e patrimoni Unesco, giunta alla sua quinta edizione. Un appuntamento, quello di quest’anno, interamente digitale per adeguarsi alle disposizioni anti Covid. Alla presentazione alla stampa – anch’essa interamente online – sono intervenuti Giorgio Gori Sindaco di Bergamo, Fabio Rolfi Assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi di Regione Lombardia, Maria Paola Esposito Segretario Generale della Camera di Commercio Bergamo, Giorgio Beltrami Presidente dell’Associazione Promozione del Territorio, Giuseppe Remuzzi Direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Francesco Maroni Presidente Progetto FORME e Alberto Gottardi Vicepresidente Progetto FORME.


La manifestazione, dedicata alla valorizzazione e promozione dell’intero comparto lattiero-caseario, prenderà il via venerdì 20 con il Summit “Food. Restart from creativity”, in diretta streaming sul canale Youtube del Comune di Bergamo, e continuerà con la sua programmazione sul sito www.progettoforme.eu fino a domenica 22 novembre.


“FORME ha un significato rilevante: in un periodo di grave emergenza, non solo sanitaria ma anche economica, valorizzare i prodotti del territorio e instaurare relazioni anche internazionali è indispensabile. Il settore enogastronomico, gravemente colpito da questo secondo lockdown, può rappresentare il motore di traino della ripartenza economica del nostro territorio e come Regione Lombardia, siamo in prima linea per promuovere in tutto il mondo i prodotti e le specialità lombarde. Nei mesi scorsi abbiamo investito tre milioni di euro nell’iniziativa ≪Io mangio Lombardo≫, con cui abbiamo acquistato formaggi lombardi di grande qualità per destinarli alle persone in difficoltà: un’iniezione immediata di liquidità di cui il comparto agroalimentare lombardo aveva estrema necessità e un aiuto per chi ne aveva più bisogno. Ora siamo al lavoro per varare ulteriori provvedimenti di ristoro per un settore fondamentale e di primaria importanza per l’economica, la storia e la cultura della Lombardia” dichiara Fabio Rolfi Assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi di Regione Lombardia.

L’edizione 2020 è strettamente connessa a Bergamo come Città Creativa UNESCO per la Gastronomia, “Il riconoscimento di Bergamo come Città Creativa UNESCO per la Gastronomia che abbiamo ottenuto nell’ottobre 2019, è per noi grande motivo di orgoglio e un incentivo quotidiano verso la valorizzazione e promozione delle specialità enogastronomiche del nostro territorio, con un occhio di riguardo al comparto lattiero-caseario, fiore all’occhiello della provincia Bergamasca e in stretto contatto con altri settori strategici come il turismo e la ristorazione.

Il nostro territorio conta ben 9 formaggi riconosciuti DOP: un traguardo che nessuna provincia italiana o europea ha fino ad oggi eguagliato. Come Comune di Bergamo siamo partner della manifestazione e organizzatori del summit “Food. Restart form creativity”, nel quale mettiamo in relazione le Città Creative Unesco italiane con quelle del circuito internazionale, per valutare e studiare insieme possibili scenari per l’evoluzione del settore agroalimentare, anche in relazione all’emergenza Covid e per promuovere le nostre eccellenze casearie in tutto il mondo” spiega il Sindaco di Bergamo, Giorgio Gori.
“Promuovere le eccellenze di un settore in cui la provincia di Bergamo detiene un primato è di primaria importanza per la Camera di commercio. La nostra provincia è un territorio che ha pagato caro lo scotto della
pandemia ma la voglia di continuare a essere protagonisti dell’economia lombarda è molto forte. L’agroalimentare e la sua distribuzione danno lavoro a circa 8.000 persone in provincia di Bergamo: numeri che dimostrano l’importanza di un settore in continua crescita. Una manifestazione come FORME ci aiuta a far conoscere i nostri prodotti all’estero e ad affermare la rilevanza del settore agroalimentare nel
contesto culturale ed economico del nostro Paese” continua Maria Paola Esposito Segretario Generale Camera di Commercio Bergamo.

Aprire la strada a progetti nazionali e internazionali, grazie alla rete Città Creative UNESCO che coinvolge 246
città in tutto il Mondo. Un salto di qualità per la città e il territorio, oltre che un ampliamento degli orizzonti di una manifestazione che “è entrata nel cuore e nelle abitudini dei bergamaschi e che – sebbene sia in parte limitata a causa della pandemia – quest’anno assume un grandissimo valore internazionale e una fruibilità amplissima grazie alle potenzialità digitali.

FORME è il movimento del formaggio italiano e come tale deve sapersi adeguare ai nuovi paradigmi di relazione e alle nuove abitudini di consumo e di business nati per fronteggiare l’epidemia. Sono quindi diversi gli appuntamenti che ci permettono di confrontarci con questo
nuovo sistema e approfondire tematiche legate alla salute, al cibo e naturalmente al territorio” aggiunge Giorgio Beltrami Presidente Associazione Promozione del Territorio.

Un’edizione interamente digitale dunque, per un evento unico nel suo genere e dove le eccellenze casearie resteranno al centro della manifestazione, grazie ad un fitto palinsesto di attività.

“Abbiamo fortemente voluto la manifestazione FORME anche quest’anno, nonostante le enormi difficoltà causate dai continui e cambi di programma, e quindi di prospettiva. L’edizione 2020, totalmente in digitale, prende le mosse dalla straordinaria opportunità del riconoscimento di Bergamo come Città Creativa UNESCO per la Gastronomia. I due progetti si raccordano e si arricchiscono a vicenda e sono la misura di quanto il settore lattiero caseario sia centrale per Bergamo.

La sintesi migliore si trova nel nome stesso dell’iniziativa: FORME CREATIVE e quindi nelSummit “Food. Restart from Creativity”, organizzato a cura del Comune di Bergamo, che inaugura la manifestazione. FORME vuole continuare ad essere un traino per l’intero settore lattiero-caseario nazionale, aprendosi ulteriormente ai mercati internazionali, dopo aver ospitato per la prima volta in Italia gli World Cheese Awards nel 2019.

Altrettanto importante nei progetti futuri la seconda edizione di B2Cheese, la fiera verticale aperta esclusivamente agli operatori del settore” spiega Francesco Maroni Presidente Progetto.

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I Musei della Valle Brembana

museoL’incantevole Valle Brembana, è nota a tutti per le sue bellezze naturali e paesaggistiche per le sue stazioni climatiche, termali, sciistiche,è anche uno straordinario luogo d’arte e di tradizioni. Questa ricchezza merita di essere meglio conosciuta ed apprezzata, per il suo valore intrinseco e per l’impegno culturale di cui essa è testimonianza. L’amore con cui l’intera valle ha saputo conservare, raccogliere e valorizzare il proprio patrimonio è cosa senz’altro da sottolineare.

Alcuni di questi musei (i due di Zogno primi fra tutti) sono sorti grazie all’impegno e al sacrificio di privati cittadini della Valle Brembana, che hanno speso senza risparmio tempo, energie, risorse, nella ricerca di oggetti che parlassero della loro terra e della loro storia, che testimoniassero della loro identità. Si tratti di Arte Sacra, strumenti di lavoro, di costumi popolari, di minerali o di fossili, l’immagine della Valle Brembana che da questi musei emerge è una sola: di amore per le proprie tradizioni, di geloso e orgoglioso attaccamento a un patrimonio di cultura che gli oggetti dei musei della Valle attestano e documentano, ma non sostituiscono. Altri musei sono nati in tempi più recenti, su iniziativa pubblica, ma nello stesso spirito: si veda ad esempio lo straordinario complesso di Valtorta, in cui non si sa se vadano maggiormente ammirati gli oggetti, il fascino edificio che li raccoglie, o gli elementi di contorno (mulino, maglio, …) restaurati con una precisione che trova riscontro solo nei grandi musei etnografici del Nord Italia.

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Per chi soggiorna nella Valle Brembana, soprattutto d’estate, questi musei potranno offrire un’interessante occasione culturale. Ma ci auguriamo che essi possano essere anche meta di una gita specifica, o di un fine settimana, in cui accostare arte, paesaggio, testimonianze storiche. Non si dimentichi che la Val Brembana, attraverso la Strada Priula e il valico di San Marco, fu per secoli una tra le più importanti vie di comunicazione tra la pianura Padana e i Grigioni: le testimonianze che la arricchiscono sono anche conseguenza di questo suo ruolo non secondario e costituiscono un insieme che ampiamente ripagherà il visitatore delle sue fatiche.

 

 

 

Azienda Agricola Della Fara

dalla faraL’obiettivo fin dall’inizio era la creazione di un luogo che diventasse più bello e vivibile attraverso il recupero di un paesaggio montano campestre e più sano tramite il percorso biologico, dove tutto potesse avere una dimensione più umana. Nei tre anni trascorsi il primo impegno che l’azienda ha voluto prendersi è stato la sperimentazione, finalizzata a far si che questa erba spontanea sia ora coltivata, salvaguardandone tutte le qualità che l’hanno resa preziosa e ricercata dagli innumerevoli estimatori che ogni anno si prodigano nella sua ricerca.
Nel 2012 di conseguenza si è dato vita all’azienda e ci si è impegnati a sviluppare le molteplici applicazioni che il Buon Enrico potesse consentirci.

Le piccole realtà locali, che si dedicano alle produzioni artigianali secondo le tecniche tradizionali, attive sul territorio dell’Alta Valle Brembana sono numerose; è grazie alla loro attività che oggi possiamo continuare ad apprezzare i sapori della tradizione e possiamo ammirare opere artistiche di rilievo

Nei paesi di Altobrembo la natura regna incontrastata: boschi incontaminati, verdi pascoli e cime incantate faranno da cornice alle vostre vacanze.

Numerosi sono i prodotti tipici di origine brembana: Formaggi di prima scelta, Mieli di montagna, Polenta taragna e, ovviamente, funghi e erbe spontanee che sono i protagonisti di Fungolandia e Erbe del Casaro, i due eventi di Altobrembo.
Cultura e tradizioni antiche di Altobrembo continuano a vivere nel corso delle varie stagioni: la Pisa Egia, il Carnevale, il rogo della “ègia”, la Giobiana.
I ritmi del passato risuonano in un presente lontano.
Per informazioni e prenotazioni:
Via Arlecchino 3 – San Giovanni Bianco (BG)
Telefono

346.1821823

E-MAIL

az.ag.dellafara@live.com

 

 

Quarta Edizione FORME

TUTTO IL FORMAGGIO DEL MONDO, TUTTO IL MONDO DEL FORMAGGIO
Inaugura oggi a Bergamo la manifestazione dedicata all’arte casearia che ospita la prima fiera B2B e il debutto italiano dei World Cheese Awards

Al via oggi la quarta edizione di FORME la manifestazione dedicata all’arte casearia italiana d’eccellenza che da oggi a domenica torna nel capoluogo orobico con un calendario ricco di iniziative e attività che soddisfa tutti i palati, professionali e non. Quattro giorni di degustazioni, mostre-mercato, laboratori e incontri con appuntamenti dedicati agli addetti ai lavori e a chi vuole unire l’amore per il formaggio a un’esperienza unica fatta di turismo, gastronomia e cultura. Dalla vacca alla bufala, dalla pecora alla capra, con infinite varianti di lavorazioni e stagionature, la manifestazione ospiterà formaggi di ogni latitudine ed estrazione.


Un appuntamento irrinunciabile ospitato a Bergamo non casualmente. Sono infatti attese decine di migliaia di persone, un bel numero per la capitale europea dei Formaggi con 9 DOP su 50 italiane, le cui mura sono patrimonio Unesco e candidata nel 2019 a diventare Città Creativa
Unesco per la Gastronomia. Progetto FORME è patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo e organizzato dall’Associazione Promozione del Territorio in collaborazione con la Regione Lombardia, il Comune di Bergamo, la Camera di Commercio di Bergamo e le più importanti associazioni di categoria.

Si parte oggi con il primo appuntamento dedicato agli operatori del settore che fino a domani in fiera potranno visitare la prima edizione di B2Cheese, l’inedito format fieristico B2B che unisce business, formazione e cultura. Due giorni interamente dedicati alla promozione dell’industria casearia italiana, con attività di matching tra produttori, buyers, importatori, distributori, tecnici, giornalisti e opinion leader del settore caseario.

La formula è agile ed economica, con stand preallestiti, pensati per ottimizzare costi e impegno delle aziende. Un’occasione unica dove trovare tutti gli operatori del settore e aziende di servizi per logistica, food tech, marketing e consulenza, per creare sistema e opportunità̀ di business.

Un programma dedicato accompagnerà̀ i 450 buyer nazionali e internazionali già accreditati, tra cui i numerosi convegni e workshop, organizzati da oggi fino a domenica, da assocazioni, aziende e istituzioni tra le più importanti del comparto e che ospiteranno relatori da tutta Italia.

Domani mattina invece inizia il countdown ufficiale per eleggere il formaggio campione del mondo con la competizione dei World Cheese Awards, le “Olimpiadi dei formaggi” che per la prima volta arrivano in Italia. Organizzati da The Guild of Fine Food, i World Cheese Awards da 31 anni premiano i migliori produttori del pianeta, dai piccoli artigiani ai grandi brand. La 32esima edizione segna già i primi record con ben 3.804 candidati totali (+10% del 2018) provenienti da 6 continenti e un primato di 42 paesi partecipanti.

Record anche per l’Italia, che al suo debutto come paese ospitante è in gara con ben 845 candidati (+102% rispetto all’anno scorso) e per la giuria che quest’anno conta 260 membri provenienti da 35 paesi. Ma dovremo attendere fino al tardo pomeriggio di domani per conoscere il campione assoluto della competizione.

Domani pomeriggio alle 14.30, nello stesso padiglione dei World Cheese Awards, verrà inaugurato ufficialmente al pubblico il Cheese Festival, il grande spettacolo di arte casearia aperto a tutti con un ricco programma di degustazioni, abbinamenti e corsi, che ospiterà anche stand gastronomici e divulgativi degli sponsor di FORME. Ma non solo, durante il festival i visitatori più golosi potranno deliziare il palato anche con i Cheese Table, un vero e proprio tavolo di benvenuto in collaborazione con i Consorzi e le Aziende presenti in fiera dove a rotazione veranno proposti assaggi di numerosi formaggi nazionali e non. Invece il sabato e la domenica il pubblico potrà accedere all’arena dei World Cheese Awards e partecipare ai Cheese Tour guidati per andare alla scoperta della produzione casearia internazionale.

Sabato mattina invece, per ripercorrere la storia dei WCA, alle ore 10 verrà inaugurata nel cuore della Città Alta, in Piazza Vecchia, la mostra museale a ingresso gratuito “And the winner is…” che riunirà per la prima volta, nella suggestiva cornice del Palazzo della Ragione, i vincitori di tutte le scorse edizioni di World Cheese Awards.


Sempre in Piazza Vecchia, sabato e domenica sarà possibile visitare “The Cheese Valleys”, con le specialità casearie delle province di Bergamo, Lecco e Sondrio coinvolte nel progetto della candidatura di Bergamo come Città Creativa UNESCO per la Gastronomia.

L’iniziativa, annunciata durante l’edizione 2018, porta i gioielli lattiero-caseari delle Cheese Valleys orobiche a incontrare la rete mondiale dell’Onu creata nel 2004 per promuovere la cooperazione tra le città che hanno identificato la creatività come elemento strategico per lo sviluppo sostenibile.

FORME 2019 non è solo gusto, vista e olfatto, che in questa celebrazione dell’arte casearia verranno stimolati a 360°, ma una vera e propria esperienza multisensoriale.

Allegati:

Il Calepino, che deriva dalla Grecia

confezi03L’azienda “Il Calepino” fonde nella sua denominazione i valori enologici e culturali della zona collinare denominata Valcalepio.
Fu Angelo Plebani, nel 1972, a ideare e fondare l’azienda, battezzandola con questo nome curioso, legando inscindibilmente le pregiate bottiglie e il famoso frate enciclopedico.
Nella zona a Denominazione di Origine Controllata Valcalepio, l’azienda Il Calepino estende i vigneti su terrazzoni morenici (denominati Surúe), dove la vite trova da sempre felice dimora: il terreno drenante è ideale per ottenere un ottimo stato di maturazione delle uve e quindi vini dal bouquet intenso, complesso e tipico.

La zona di produzione di vini DOC omonimi è situata sulle colline orobiche delineate ad est dal fiume Oglio e ad ovest dal fiume Adda.
Castelli Calepio è il suo centro geografico e l’origine del nome è greca, da ”Kalòs“ che sta per ”buono“ e ”Pino“ che vuol dire “bevo”, testimonianza della sua antica tradizione enologica.
Già nel 1500, il letterato Girolamo Muzio scriveva: “La bontà e l’abbondanza del vino hanno dato il nome a Calepio, terra più fertile di quella di Alcinoo”

Pe contattare la nostra azienda:
via Surripe, 1 – 24060 Castelli Calepio (Bg) Italy

tel. +39.035.847178
fax. +39.035.4425050
e-mail: info@ilcalepino.it

Il Gattopardo in Valle Brembana

imageFu merito di Gian Pietro Galizzi, sindaco di San Pellegrino nel 1954, e del critico letterario Giuseppe Ravegnani, l’approdo in Valle Brembana di Giuseppe Tomasi principe di Lampedusa, autore dello splendido romanzo de “Il Gattopardo”. E fu merito ancora loro l’approdo di un ampio numero di scrittori e letterati, tutti invitati al convegno letterario “Romanzo e poesie di ieri e di oggi. Incontro di due generazioni”, un grande evento volto a ridare lustro alla cittadina termale che lo ospitava. E, proprio in quell’occasione, tra i grandi nomi spiccavano anche quelli di Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti e Italo Calvino, per un totale di nove grandi scrittori affermati che si proponevano di lanciare dieci talenti in rampa di lancio, loro pupilli. Poi il “Comitato d’onore” e, infine, quell’ingresso inaspettato, che arriva senza invito, quasi da semplice spettatore per accompagnare il cugino-poeta Lucio Piccolo: E’ Giuseppe Tomasi, principe di Lampedusa, allora cinquantottenne. Una figura quasi fuori luogo, quasi sbarcata da un altro mondo con altra cultura; un gentiluomo siciliano che, nonostante l’afa estiva, era in completo nero, con tanto di bombetta e curiosi giornalisti al seguito. Una lotta contro il tempo per lui: l’ispirazione della bella cittadina termale, il nuovo vigore conferitogli dalla presenza di questa èlite letteraria, ed un grande intreccio su cui strutturare uno dei capolavori del secolo scorso. In pochi giorni l’umore di un principe siciliano deluso e malaticcio cambiò, nuove enrgie riaffiorarono, e il ritorno in Sicilia consacrò la mano letteraria dello scrittore all’Olimpo dei grandi classici del romanzo italiano. Tra il 1955 e il ’56, Tomasi scrisse l’intera opera, con protagonista Don Fabrizio principe di Salina e il suo ambizioso nipote, Tancredi Falconeri: entrambi alle prese con i moti garibaldini e lo sbarco di Marsala, l’ascesa del Piemonte, l’unificazione d’Italia, un posto al Senato e una regione che non voleva cambiare, che voleva morire della propria gloria, della propria eleganza e che si sentiva perfetta: la Sicilia. Era il 1860 circa, il fulcro degli eventi attorno a cui si svolse il romanzo; era quasi un secolo dopo – il 1956 – che la malattia colse invece lo scrittore Giuseppe Tomasi, che morì dopo la composizione del romanzo.

5 Rifugi per vivere l’essenza orobica

Fresche oasi di relax per salvarsi dal caldo record di questa settimana: ecco i consigli della Latteria di Branzi, con una ricetta dal gusto unico: siete pronti?

Alle porte della Valle Brembana, a Zogno, ci siamo noi. I nostri prodotti freschi a base di latte degli alpeggi e le mappe che vi aspettano per scoprire tutti i percorsi che vi porteranno ai luoghi del sogno brembani.

Proseguendo oltre, le meraviglie ammirate ogni anno da migliaia di turisti stranieri, che spesso scordiamo ma che, in giornate con caldo da record, rappresentano un’oasi di riparo dalla calura.

Oggi vi sveliamo 5 Rifugi che non potete perdervi, per giornate indimenticabili.

Rifugio San Marco: a cavallo tra la Valle Brembana e la Valtellina, si snoda l’antica strada Via Priula, che nel lontano 1500 collegava le nostre terre con la città di Venezia. Salendo lungo il passo si raggiunge il Rifugio San Marco 2000.

Rifugio Calvi: è sicuramente tra i più apprezzati e “instagrammati” delle Prealpi orobiche. Situato a cavallo tra Valle Brembana e Valle Seriana, presenta un panorama di raro fascino, circondato da bellissime vette: Pizzo del Diavolo e Diavolino, Grabiasca, Madonnino, Caà Bianca e Poris. Dinanzi, invece, bellissimi e freschi laghi tra cui il Fragabolgia (vedi l’articolo 3 Laghi della Val Brembana per un pic-nic ad alta quota).

Rifugio Laghi Gemelli: affacciato sulle affascinanti dighe dell’omonimo lago, si trova in un’area chiamata “altopiano dei laghi” e, accanto, troviamo Pizzo del Becco, lo stesso che ha ispirato il tagliere di Bù Cheese Bar a Bergamo e domina il paesaggio con ripidi dirupi.

Rifugio Capanna 2000: si trova ai piedi dei 2.512 metri del monte Arera, in un’area privilegiata, particolarmente soleggiata ma fresca e con un panorama mozzafiato. E’ una base perfetta per chi ama alpinismo e escursioni naturalistiche. Cosa lo rende unico? Una vista a 360° delle prealpi bergamasche

Rifugio Benigni: Inaugurato dal CAI Alta Valle Brembana nel 1984, in memoria della scompara di Cesare Benigni nel 1981 sul Pizzo del Diavolo di Tenda. Si trova sulla testata della Valle di Salmurano, vicino al lago Piazzotti.

E ora, mentre scegliete su quale rifugio trascorrerete i vostri week end, ecco la Ricetta della Polenta Taragna orobica Originale con il Formaggio Tipico Branzi FTB:

Ingredienti

Dose per 6 persone

  • 2 litri di acqua in modo da ottenere la polenta morbida adatta alla taragna;
  • 10 grammi di sale grosso;
  • 350-400 grammi di farina di mais vitrei o semivitrei, possibilmente di varietà antiche, coltivati nelle province di Bergamo, Brescia, Lecco, Sondrio. Laddove rientri nella tradizione è ammessa anche una percentuale di grano saraceno. La quantità di acqua dipende dalla tipologia e dalla granulometria della farina di mais;
  • 300 grammi almeno di Formai de mut dell’Alta Valle Brembana dop, bitto storico presidio Slow Food, Bitto dop o Branzi. La quantità del formaggio dipende dalla sua stagionatura.

Per il condimento

50 grammi di burro soffritto con uno spicchio d’aglio e quattro foglie di salvia (poi rimossi) da versare sulla polenta taragna qualora venga servita come piatto unico.

Procedimento

Mettere l’acqua in un paiolo di rame, di ghisa o in una pentola d’acciaio col fondo spesso e con gli angoli arrotondati e portarla a ebollizione; salarla e versarvi la farina a pioggia, mescolando di continuo affinché non si formino grumi. Portare a cottura per almeno un’ora mescolando al bisogno. Aggiungere acqua calda se risulta troppo densa.

Tagliare il formaggio a pezzetti, abbassare il fuoco al minimo e aggiungerlo alla polenta. Amalgamare bene gli ingredienti fino al loro completo scioglimento (5-6 minuti).

Aggiustare eventualmente di sale e poi servire immediatamente la polenta taragna orobica in ciotole di ceramica o di terracotta, oppure adagiandola su un tagliere.

Qualora costituisca un piatto unico condirla con il burro insaporito con aglio e salvia.

 

Latteria di Branzi ti aspetta In Baita, a Zogno, in via Grotte delle Meraviglie 14/A (Bg) –  0345 92061 Siamo aperti da lunedì a domenica con servizio di vendita dei nostri migliori prodotti tipici e nel week end con il servizio di ristorazione.

4 Prodotti Orobici di cui Non potrete più fare a meno

Se i piatti della tradizione, da secoli, restano intatti, i loro ingredienti si reinventano, per entrare nella frenetica routine quotidiana, addolcendola… Come? Con un tocco di lifestyle, l’hashtag al posto giusto e il sapore ben concentrato sotto il palato!

Parola di Latteria, frutto di 65 anni di impegno e merito di generazioni che hanno sostenuto il gusto orobico.

Lo chef della Latteria di Branzi lancia il prêt a porter del gusto, smart e perfetto per entrare nella routine di tutti i giorni.

Quattro chicche, per altrettanti momenti della giornata: perché la routine non si divide tra frenesia feriale e stanchezza nei festivi, ma per gusto giusto nel momento esatto.

  1. Yogurt Orobico: dalla raccolta del latte orobico che gli allevatori delle nostre valli ricavano dalla Bruna Alpina Originale, fino alla nostra pastorizzazione. Una piccola parte viene riservata alla produzione dei nostri yogurt. Perfetti per un break al lavoro o per la merenda dell’intervallo per i vostri figli. Buoni come il latte delle nostre montagne, gli yogurt profumano di boschi e ruscelli, limpide sorgenti e Pascoli di altura.
  2. Bésse de Brans: aperitivo con gli amici o snack salato mentre guardate la partita? Ma soprattutto: fritte o alla piastra? Le Bésse sono le rifilature della cagliata che fuoriesce dalle forme tonde in legno, in cui il casaro le depone e pressa appena tolte dalla caldaia. Ne otterrete strisce croccanti e dal sapore intenso.
  3. Fiurit: prodotto esclusivamente due volte alla settimana, il fiurit, o ricotta liquida, nasce dalla prima fioritura del siero, ed è un prodotto tradizionalmente abbinabile alla Polenta e reinventato anche dal nostro chef come…. Dessert! Perfetto per una cena inaspettata a metà settimana.
  4. Botticello: Dolce o salato? Il Botticello prende il proprio nome dalla forma dei contenitori con cui veniva formato nei suoi primi anni di produzione. Lattica a fermentazione naturale, messo nelle tele per far sgrondare il siero, il Botticello è un prodotto spalmabile, utilizzabile con spezie, olio oppure marmellate oppure per preparare la cheesecake.

 

E voi? Quale prodotto del nostro lifestyle scegliete?

 

Latteria di Branzi  ti aspetta In Baita, a Zogno, in via Grotte delle Meraviglie 14/A (Bg) –  0345 92061 | Siamo aperti da lunedì a domenica con servizio di vendita dei nostri migliori prodotti tipici e nel week end con il servizio di ristorazione.

FORME. Bergamo capitale europea dei formaggi

Eccellenze casearie orobiche tra identità, cultura e turismo.Forme. Bergamo capitale europea dei Formaggi

 Il progetto

 Il formaggio è uno dei prodotti agroalimentari più caratterizzanti e legati al territorio d’appartenenza, risultato si tradizioni secolari e  filiere di produzione uniche.
Se questo è vero in assoluto, lo è soprattutto per il territorio di Bergamo che vanta il primato europeo per numero di formaggi D.O.P., con ben 9  prodotti. Nessun’altra tra le 110 province italiane, né tra le aree amministrative europee, può vantare un così alto numero di formaggi protetti. A  questi si aggiungono anche altre eccellenze straordinarie, tra cui quelle rappresentate dal marchio “Formaggi Principi delle Orobie”, con 3 presidi  Slow Food.

 EXPO 2015 e “Bergamo Experience”, che raccoglie tutte le iniziative di marketing territoriale collegate ad Expo, rappresentano un’imperdibile occasione per fare sistema con tutta la filiera lattiero-casearia bergamasca e approcciare il pubblico internazionale.

Il progetto “Forme. Bergamo capitale europea dei formaggi” nasce per iniziativa della Camera di Commercio di Bergamo elaborata e concretizzata dall’”Associazione San Matteo-Le Tre Signorie” con l’obiettivo di aumentare la conoscenza e la percezione di valore dei prodotti. legandone le caratteristiche uniche al territorio.

I Prodotti

La straordinaria ricchezza casearia bergamasca è protagonista a 360° di tutte le attività del progetto Forme, che concentrerà l’azione sulle 9 D.O.P (Fomai de Mut dell’Alta Valle Brembana, Strachitunt Val Taleggio, Bitto, Taleggio, Gorgonzola, Grana Padano, Provolone Valpadana, Quartirolo Lombardo, Salva Cremasco) e sui 7 “Formaggi Principi delle Orobie”, alcuni dei quali presenti anche tra le D.O.P. (Agrì di Valtorta-presidio Slow Food, BItto Storico- presidio Slow Food, Branzi FTB, Formai de Mut dell’Alta Valle Brembana, Strachítunt Val Taleggio, Stracchino all’Antica delle Valli Orobiche- presidio Slow Food e i Formaggi di Capra Orobica).

Saranno valorizzati all’interno del programma del progetto Forme anche i 21 prodotti con il marchio di qualità   «Bergamo, città dei Mille…sapori», promosso dalla Camera di Commercio di Bergamo

Il programma

L’obiettivo è creare occasioni di conoscenza e di contatto che trasformino il prodotto in un’esperienza viva e coinvolgente, per intercettare un pubblico ampio in numerosi ambiti.

Numerose le partnership già attivate, come quelle con l’Associazione Signum-Domus Bergamo, la casa bergamasca di Expo in città, con eventi a tema e degustazioni, con Italian Makers Village, il fuori Expo di Confartigianato in via Tortona 32, a Milano, con il Comitato decennale Luigi Veronelli per la mostra Camminare la Terra, con lo chef Chicco Cerea del ristorante 3 stelle Michelin Da Vittorio, ambasciatore del progetto e ideatore di ricette ad hoc, con l’istituto Alberghiero di San Pellegrino Terme i cui studenti saranno coinvolti in tutti gli eventi dal progetto, e soprattutto con la Fondazione MIA, Congregazione della Misericordia Maggiore di Bergamo, per una mostra gastronomico-culturale nello straordinario complesso monastico Vallombrosano di Astino.

Un ricco corollario di iniziative sarà distribuito durante tutto il periodo dell’Esposizione Universale, ad iniziare dalla presenza dei “Formaggi Principi delle Orobie” a Expo, nel Padiglione delle Eccellenze Italiane gestito da Slow Food, a partire dall’8 maggio con lo Stracchino all’Antica delle Valli Orobiche.
E poi i grandi appuntamenti di ottobre: il Festival del Pastoralismo, ad Astino, la festa-convegno sulle razze orobiche (la vacca Bruna Alpina originale e la Capra Orobica), il campionato del mondo di mungitura a mano, entrambi a Lenna, in Valle Brembana, la Sagra della Polenta Taragna Orobica, ad Alta Quota (la fiera dedicata alla montagna a Bergamo) convegni a tema.

Tra le iniziative, più in dettaglio:

FORME DI TRADIZIONE – Casere aperte

Open day organizzati da giugno a ottobre presso le aziende produttrici dei formaggi, con visite guidate ed esperienze di degustazione.

FORME DI SCOPERTA – Le vie dei formaggi

Percorsi turistici che attraversano le zone di produzione e di alpeggio e raggiungono attraverso il Sentiero 101 delle Orobie i rifugi in quota.

FORME D’ECCELLENZA – Mostra FORMAE

Allestita per tutto il mese di ottobre nello splendido contesto del monastero vallombrosano di Astino, la mostra offrirà al visitatore un duplice approccio:

– artistico, nel quale le eccellenze casearie saranno proposte come veri e propri “beni culturali”, disegnando un percorso espositivo capace di far dialogare, l’arte del cibo con l’arte figurativa.

– esperienziale: laboratori e degustazioni per far scoprire e guidare all’identificazione delle caratteristiche uniche dei formaggi bergamaschi e introdurre all’esperienza del gusto.

Articolo di Giovanni Ghisalberti- g.ghisalberti@progettoforme.eu – mob.  +39.338.2571965

 

Valle Brembana, la terra di Arlecchino

Statua-Arlecchino-Valle-Brembana Il conduttore di un noto programma televisivo, Paolo Milesi, è costretto a ritornare nel suo paese d’origine per prendersi cura del padre, celebre interprete della maschera di Arlecchino. Le vecchie ferite del loro rapporto si riaprono, mentre Paolo riscopre lentamente l’affascinante mondo della Commedia dell’Arte: l’incontro con la maschera di Arlecchino lo costringerà a confrontarsi con le sue scelte di vita.
Questa la trama del film Io Arlecchino, in uscita nelle sale giovedì 11 giugno.

“Perché ambientare ai giorni nostri una storia che pesca la sua idea nella Commedia dell’Arte, apparentemente lontana dai temi e dai problemi che l’attualità oggi ci sottopone? Perché ci sono storie che sono portatrici di elementi distintivi, di una particolare magia che le rende uniche e universali.” Così i produttori Nicola Salvi e Elisabetta Sola presentano il film che rappresenta anche la prima volta dietro la macchina da presa di Giorgio Pasotti insieme a Matteo Bini.
Un ritorno alle origini del personaggio, alle tradizioni e alle cultura del luogo e della Commedia dell’Arte, della quale la Valle Brembana ne è la location privilegiata. La terra bagnata dal Brembo infatti può vantare di essere la patria degli Zanni, dai quali prende vita la figura dell’Arlecchino.

Girato tra la spendida Cornello dei Tasso, annoverata tra i Borghi più belli d’Italia e Camerata Cornello, nel film sono visibili scorci storici e naturalistici del nostro splendido territorio ricco di cultura e tradizione.
Ecco il  servizio TG1 Film Io Arlecchino

Da qualche mese, inoltre è stata inaugurata la statua di Arlecchino all’ingresso della Valle Brembana, un benvenuto a turisti e a visitatori in questa meravigliosa terra.

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