Tag Archive | formaggi principi delle orobie

6 “Principi” alla Corte Brembana:

formaggi-principi-delle-orobie1-e1412196313529Una rapida lettura dell’elenco (1. Agrì Valtorta, 2. Bitto storico, 3. Branzi, 4. Formai de Mut dell’alta Valle Brembana, 5. Stracchino e 6. Strachitunt, per un totale di tre Dop e tre presidi Slow Food) basta a far venire l’acquolina in bocca. Ma dietro l’accordo siglato tra i «Formaggi Principi delle Orobie» per riunire sotto un unico marchio sei eccellenze casearie delle nostre montagne, c’è ben di più della voglia (sacrosanta) di promuovere i prodotti del territorio: lo sguardo si allarga anche a un turismo in chiave agroalimentare, alla valorizzazione delle tradizioni locali, alla tutela del paesaggio e del lavoro nelle valli.

Sono sette le realtà imprenditoriali che hanno messo in moto i «Principi delle Orobie»: Latteria Sociale di Branzi, azienda agrituristica Ferdy Quarteroni di Lenna, Casarrigoni di Taleggio, Latteria Sociale di Valtorta, società agricola Guglielmo Locatelli di Vedeseta, cooperativa Sant’Antonio di Vedeseta e società Bitto Trading di Gerola Alta (Sondrio). «Molte delle nostre aziende sono piccole, non troppo strutturate – dice Francesco Maroni, direttore della Latteria sociale di Branzi  -. Per questo è fondamentale creare sinergie per non essere soli, portare avanti la qualità dei nostri prodotti ed evitare il rischio di mistificazioni».

Queste righe sono apparse all’interno di un articolo pubblicato sul quotidiano de L’Eco di Bergamo, andando a fare luce su uno dei punti focali della cultura brembana: la gastronomia. A racchiudere non solo la scienza, ma anche le prelibatezze è la nostra Baita dei Saperi e dei Sapori di Zogno, dove vi invitiamo a pranzo ogni giorno. O cena… Su prenotazione!

E non è finita… Perché turismo, cultura e letteratura, eventi della nostra splendida terra, passano da noi!

Storico Ribelle: il guerriero di montagna

Il gusto di essere diversi, il bello di essere ribelli: Scopriamo un formaggio che ha saputo disunire e anche riunire davanti alla buona tavola, con la ricetta della Latteria di Branzi 

Lo definiscono patrimonio ed espressione dell’agricoltura eroica di montagna, e ha come roccaforte Gerola Alta, in Valtellina, dove proseguono le Orobie e non si ferma di certo il gusto. Carlo Petrini, fondatore di SlowFood, lo include nella Top 10 dei formaggi indimenticabili e l’artista Gabriele Pino è diventato per vocazione suo ritrattista, rendendolo oltre che opera casearia anche opera d’arte.

Lo Storico Ribelle è un formaggio d’alpe a latte crudo, prodotto in determinati alpeggi sulle Prealpi Orobie. Maturo si presenta in forme cilindriche regolari con diametro di 40-50 cm, altezza di 9-12 cm e un peso variabile dai 9 ai 20 kg. Le fasi produttive si svolgono secondo gli usi tradizionali, legati alle caratteristiche ambientali, nel periodo compreso fra il primo di giugno ed il 30 settembre.

Ma cosa lo rende un’eccellenza casearia dal gusto unico? La risposta sta in un procedimento rigoroso, tutelato dallo stesso Presidio Slow Food affinché ne resti immutato il suo sapore e anche la sua storia: presente e passata.
Il latte di vacca appena munto viene aggiunto a quello caprino (10-20%), ottenuto dalla razza orobica e lavorato a crudo, in loco, nel “calècc”.

Il divieto di utilizzo di fermenti lattici nella cagliata, imposto dal disciplinare dello Storico Ribelle, arricchisce la variabilità organolettica del formaggio, caseificato esclusivamente grazie alla flora batterica locale che si differenzia secondo gli alpeggi.
La produzione di Storico Ribelle per questo motivo viene selezionata nella Casèra di stagionatura di Gerola Alta, per ottenere il riconoscimento di Presidio Slow Food.E’ venduto e distribuito dalla Latteria di Branzi, aperta anche al pubblico nello shop e ristorante In Baita a Zogno

Ricetta

Spiedino di Storico Ribelle e Moscato di Scanzo

Ingredienti:

300 g di Storico Ribelle tagliato a cubetti

100 g acqua

100 g zucchero

100 g Moscato di Scanzo Docg

5 fogli di colla di pesce

Tempo di preparazione e cottura
15 minuti oltre al tempo per far raffreddare la gelatina

Procedimento

Mettere la colla di pesce ad ammollare nel Moscato di Scanzo Docg. Fra uno sciroppo con acqua e zucchero e lasciare intiepidire. Unire la colla di pesce con il Moscato di Scanzo. Porre in una vaschetta in modo da avere uno strato di 1 cm e porre in frigorifero fino a quando non si addensa. Su uno spiedino di legno alternare i cubetti di Storico Ribelle alla gelatina di Moscato.

 

Latteria di Branzi ti aspetta In Baita, a Zogno, in via Grotte delle Meraviglie 14/A (Bg) –  0345 92061 | Siamo aperti da lunedì a domenica con servizio di vendita dei nostri migliori prodotti tipici e nel week end con il servizio di ristorazione.

 

Strachitunt Valtaleggio Dop: Doppiamente buono e inaspettato

 Se è vero che le migliori opere d’arte, spesso, nascono da una casualità, lo Strachitunt conferma la regola, portando con sé secoli di tradizione casearia.

Lo Strachítunt è l’antenato del Gorgonzola e fa parte della famiglia degli stracchini… Quasi per caso. Pare infatti che sia nato per una circostanza fortuita: dalla virtù al risparmio tipica dei bergamaschi, unita alla voglia di sperimentare insita nel dna dei casari, che cercavano un modo per recuperare gli avanzi della lavorazione dello stracchino.

Quando infatti la cagliata non era sufficiente per fare un’intera forma, questa veniva lasciata appesa, in attesa che fosse pronta la cagliata successiva.  Da lì, poi, si andava componendo una forma a strati mediante fascere tonde, in modo da tenere la produzione “a due paste” distinta e riconoscibile da quelle degli stracchini tradizionali, che rappresentavano a quei tempi una varietà molto richiesta sul mercato cittadino.

Nasceva così lo Strachitunt, antenato del noto Gorgonzola, con la sua forma cilindrica a facce piane e dalla crosta sfumata di grigio dalla presenza di muffe, rugosa e asciutta: ovvero quell’aspetto che preannuncia un sapore indimenticabile con note di piccantezza che variano a seconda del prolungarsi della stagionatura.

Nel marzo del 2014, lo Strachitunt ha ottenuto dall’Unione Europea la Denominazione di Origine protetta, prevedendo che il latte crudo debba essere quello di Bruna Alpina. Questo conferisce un sapore tutto orobico, e spiega anche perché è nel Club dei 7 Principi (vedi l’articolo https://www.bergamonews.it/2018/03/07/orobie-terra-principi-del-gusto/277645/)

 

Oggi lo Strachitunt Val Taleggio DOP è’ venduto e distribuito dalla Latteria di Branzi, aperta anche al pubblico nello shop e ristorante In Baita a Zogno

Ricetta

Filetto di cervo con Strachítunt D.O.P.

Ingredienti per 4 persone:

4 fette di filetto di cervo alte 1,5 cm ben frollato

1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva laghi Lombardi-Sebino

timo

120 g Strachítunt D.O.P.

½ bicchiere di latte

1 dl di Terre del Coleoni Doc moscato passito

sale

pepe

Tempo di preparazione e cottura

15 minuti oltre al tempo di marinatura del filetto

Procedimento

Massaggiare il filetto con l’olio, il timo, pepe e sale e farlo riposare in luogo fresco per qualche ora. Cuocerlo in pentola aderente senza aggiunta di grassi e se necessario coprendolo, aggiustare di sale e pepe.

Ridurre il moscato passito a due cucchiai

A parte far sciogliere lo Strachítunt D.O.P. nel latte intiepidito.

Servire il filetto ben cotto con sopra la salsa e a fianco la riduzione di moscato passito.

Latteria di Branzi ti aspetta In Baita, a Zogno, in via Grotte delle Meraviglie 14/A (Bg) –  0345 92061 | Siamo aperti da lunedì a domenica con servizio di vendita dei nostri migliori prodotti tipici e nel week end con il servizio di ristorazione.

Gustoso o Dissetante? Il Latte alle radici del Buono

Agosto è il mese per eccellenza del turista in Valle Brembana, che fa la scorta di relax e di specialità locali da portare ad amici e parenti, insieme alle nostre ricette: scopriamo il Latte!

Le mode passano, le tradizioni restano. Soprattutto quelle che riconducono alle radici del Buono e portano in tavola e nella quotidianità le tradizioni, delle cose fatte come una volta con gli ingredienti primari “raccolti” come una volta.

In Latteria sempre più turisti si fermano a chiedere il nostro Latte. Un latte con la “L” maiuscola perché arriva dagli alpeggi e mantiene intatto quel “primo sapore” che rende diversi gli alimenti.

Agosto quest’anno è stato un mese all’insegna del bianco: come materia base per creare e far gustare ciò che per i nostri nonni è una bella abitudine mentre, per le nuove generazioni, una grande novità

Botticello: Prodotto che prende il proprio nome dalla forma dei contenitori con cui veniva formato nei suoi primi anni di produzione. Lattica a fermentazione naturale, messo nelle tele per far sgrondare il siero, il botticello è un prodotto spalmabile, utilizzabile con spezie e olio e abbinabile anche a marmellate. Ottimo per preparare dessert come la cheesecake.

Fiurìt: fatto con lo stesso latte con cui creiamo ad arte il Formaggio Tipico Branzi FTB, il Fiurìt è il fiore di ricotta che un tempo era prodotto dai contadini per l’autoconsumo, vista la necessità di essere gustato freschissimo. Si ottiene dalla prima crema che affiora durante l’ebollizione del latte ed è il simbolo del sapere produttivo di un tempo, in cui nessuno dei residui della lavorazione del latte andava sprecato. Il gusto è molto delicato, leggermente dolce e aromatico, la crema è liquida dal colore bianco vivo, densa e leggermente granulosa. In cucina può essere abbinato sia al dolce che al salato. Originariamente accompagnava la polenta preparata la sera prima, durante le fredde sere invernali, o veniva mangiato per colazione. (Fonte East Lombardy).

Mascherpa: Una prelibatezza oggi poco conosciuta, che ha rischiato di essere dimentica e che, Latteria di Branzi, forte dell’attaccamento alla tradizione e presente fin negli alpeggi, ha scelto di rilanciare. Sorprendente nella sua semplicità, viene gustato con un filo d’olio.  Prodotta soltanto in alpeggio con tecniche e manualità tradizionali, la mascherpa rappresenta tutt’oggi la qualità e l’unicità dei nostri prodotti.

Yogurt: in questi mesi molto si è detto e altrettanto li si è apprezzati. Nella loro semplicità hanno rivoluzionato un mondo fatto di pubblicità, per offerte e grandi nomi… Che nulla hanno a che vedere con il vero latte di alpeggio. Tra gli ingredienti: latte all’87%, preparato al mirtillo del territorio al 13%. E 100% di Gusto.

 

Latteria di Branzi ti aspetta In Baita, a Zogno, in via Grotte delle Meraviglie 14/A (Bg) –  0345 92061 Siamo aperti da lunedì a domenica con servizio di vendita dei nostri migliori prodotti tipici e nel week end con il servizio di ristorazione.

 

5 Ricette per un Ferragosto Indimenticabile

In Baita con la Latteria di Branzi o a casa con gli amici? I Piatti della tradizione selezionati per voi con 5 ricette d’autore che renderanno unico il vostro Ferragosto.

Ferragosto si avvicina, e se per molti vacanze e viaggi sono ormai un lontano miraggio, ci si può sempre consolare con la buona tavolta. Quella orobica, dove gli ingredienti sono quelli della tradizione e i piatti di una volta raccontati dagli chef che hanno reinterpretato il Formaggio Tipico Branzi FTB per ogni gusto ed ogni palato.

Antipasto: Le Bésse de Brans

Ritagli della pressatura dei formaggi Branzi FTB, fritti in pastella di birra Leffe accompagnati dalla nostra salsa dressing di yogurt fatto in casa, senape e miele millefiori della Val Brembana

Primo: Gnocco ripieno con fonduta di Formaggio Tipico Branzi FTB

In una casseruola a bagnomaria, far sciogliere il Branzi FTB tagliato a dadini e la panna. Quando il composto sarà ben amalgamato, ritirarlo in un contenitore e raffreddarlo, una volta freddo formare delle palline. Nel frattempo cuocere le patate e preparare l’impasto degli gnocchi con l’uovo e la farina. Pronto l’impasto, stenderlo e formare con uno stampo dei dischi dove metteremo la fonduta di Branzi FTB e avvolgeremo il tutto. Una volta pronti cuocerli in acqua bollente, quando verranno a galla scolarli e condirli con burro fuso e parmigiano

(per leggere tutti gli ingredienti clicca qui)

Secondo: B.O.B. Burger, il Re dei Cheese Burger

Uno dei capi saldi dei partner di Bù Cheese Bar, ma anche trait d’union di tradizione e trend del momento. B.O.B.  è l’hamburger di manzo razza Bruna Alpina Orobica abbinato a pasta di salame, Formaggio Tipico Branzi FTB 60gg, pancetta croccante della ValTaleggio, insalata iceberg, cipolla bionda caramellata e la nostra salsa dressing di yogurt fatta in casa, senape e miele millefiori della Val Brembana. Accompagnato da patate al forno.

Accompagnamento: Orologio di Formaggi

Ispirandoci alla composizione dello chef SimoneBusi di Bù Cheese Bar, scegliamo dal loro menù un orologio di 6 formaggi, buoni da fermare il tempo, che vi aspettano In Baita, a Zogno: iniziamo con Lattica a Fermentazione naturale di nostra produzione, Straacchino all’antica delle valli orobiche Presidio Slow Food, Branzi FTB 180gg, Tronchetto di Capra, Parmigiano Reggiano Vacche Rosse 30 mesi DOP e Gorgonzola malghese DOP.

(per scoprire tutti i formaggio della latteria di Branzi, clicca qui)

Dessert: Yogurt, Budini & Panne Cotte

Buoni come il latte delle nostre montagne, profumano di boschi e ruscelli, limpide sorgenti e pascoli d’altura. Ci vuole un tocco di poesia per descrivere le creme della Latteria di Branzi, rese uniche dal sapore del latte di alpeggio e pastorizzato da noi, per dare alle golosità della Baita un tocco sano e un retrogusto di montagna.

Siete pronti per un Ferragosto coi fiocchi, tra le montagne e immersi nel gusto?

Latteria di Branzi ti aspetta In Baita, a Zogno, in via Grotte delle Meraviglie 14/A (Bg) –  0345 92061 Siamo aperti da lunedì a domenica con servizio di vendita dei nostri migliori prodotti tipici e nel week end con il servizio di ristorazione.

 

5 Rifugi per vivere l’essenza orobica

Fresche oasi di relax per salvarsi dal caldo record di questa settimana: ecco i consigli della Latteria di Branzi, con una ricetta dal gusto unico: siete pronti?

Alle porte della Valle Brembana, a Zogno, ci siamo noi. I nostri prodotti freschi a base di latte degli alpeggi e le mappe che vi aspettano per scoprire tutti i percorsi che vi porteranno ai luoghi del sogno brembani.

Proseguendo oltre, le meraviglie ammirate ogni anno da migliaia di turisti stranieri, che spesso scordiamo ma che, in giornate con caldo da record, rappresentano un’oasi di riparo dalla calura.

Oggi vi sveliamo 5 Rifugi che non potete perdervi, per giornate indimenticabili.

Rifugio San Marco: a cavallo tra la Valle Brembana e la Valtellina, si snoda l’antica strada Via Priula, che nel lontano 1500 collegava le nostre terre con la città di Venezia. Salendo lungo il passo si raggiunge il Rifugio San Marco 2000.

Rifugio Calvi: è sicuramente tra i più apprezzati e “instagrammati” delle Prealpi orobiche. Situato a cavallo tra Valle Brembana e Valle Seriana, presenta un panorama di raro fascino, circondato da bellissime vette: Pizzo del Diavolo e Diavolino, Grabiasca, Madonnino, Caà Bianca e Poris. Dinanzi, invece, bellissimi e freschi laghi tra cui il Fragabolgia (vedi l’articolo 3 Laghi della Val Brembana per un pic-nic ad alta quota).

Rifugio Laghi Gemelli: affacciato sulle affascinanti dighe dell’omonimo lago, si trova in un’area chiamata “altopiano dei laghi” e, accanto, troviamo Pizzo del Becco, lo stesso che ha ispirato il tagliere di Bù Cheese Bar a Bergamo e domina il paesaggio con ripidi dirupi.

Rifugio Capanna 2000: si trova ai piedi dei 2.512 metri del monte Arera, in un’area privilegiata, particolarmente soleggiata ma fresca e con un panorama mozzafiato. E’ una base perfetta per chi ama alpinismo e escursioni naturalistiche. Cosa lo rende unico? Una vista a 360° delle prealpi bergamasche

Rifugio Benigni: Inaugurato dal CAI Alta Valle Brembana nel 1984, in memoria della scompara di Cesare Benigni nel 1981 sul Pizzo del Diavolo di Tenda. Si trova sulla testata della Valle di Salmurano, vicino al lago Piazzotti.

E ora, mentre scegliete su quale rifugio trascorrerete i vostri week end, ecco la Ricetta della Polenta Taragna orobica Originale con il Formaggio Tipico Branzi FTB:

Ingredienti

Dose per 6 persone

  • 2 litri di acqua in modo da ottenere la polenta morbida adatta alla taragna;
  • 10 grammi di sale grosso;
  • 350-400 grammi di farina di mais vitrei o semivitrei, possibilmente di varietà antiche, coltivati nelle province di Bergamo, Brescia, Lecco, Sondrio. Laddove rientri nella tradizione è ammessa anche una percentuale di grano saraceno. La quantità di acqua dipende dalla tipologia e dalla granulometria della farina di mais;
  • 300 grammi almeno di Formai de mut dell’Alta Valle Brembana dop, bitto storico presidio Slow Food, Bitto dop o Branzi. La quantità del formaggio dipende dalla sua stagionatura.

Per il condimento

50 grammi di burro soffritto con uno spicchio d’aglio e quattro foglie di salvia (poi rimossi) da versare sulla polenta taragna qualora venga servita come piatto unico.

Procedimento

Mettere l’acqua in un paiolo di rame, di ghisa o in una pentola d’acciaio col fondo spesso e con gli angoli arrotondati e portarla a ebollizione; salarla e versarvi la farina a pioggia, mescolando di continuo affinché non si formino grumi. Portare a cottura per almeno un’ora mescolando al bisogno. Aggiungere acqua calda se risulta troppo densa.

Tagliare il formaggio a pezzetti, abbassare il fuoco al minimo e aggiungerlo alla polenta. Amalgamare bene gli ingredienti fino al loro completo scioglimento (5-6 minuti).

Aggiustare eventualmente di sale e poi servire immediatamente la polenta taragna orobica in ciotole di ceramica o di terracotta, oppure adagiandola su un tagliere.

Qualora costituisca un piatto unico condirla con il burro insaporito con aglio e salvia.

 

Latteria di Branzi ti aspetta In Baita, a Zogno, in via Grotte delle Meraviglie 14/A (Bg) –  0345 92061 Siamo aperti da lunedì a domenica con servizio di vendita dei nostri migliori prodotti tipici e nel week end con il servizio di ristorazione.

Strachitunt Valtaleggio Dop: Doppiamente buono e inaspettato

 Se è vero che le migliori opere d’arte, spesso, nascono da una casualità, lo Strachitunt conferma la regola, portando con sé secoli di tradizione casearia.

Lo Strachítunt è l’antenato del Gorgonzola e fa parte della famiglia degli stracchini… Quasi per caso. Pare infatti che sia nato per una circostanza fortuita: dalla virtù al risparmio tipica dei bergamaschi, unita alla voglia di sperimentare insita nel dna dei casari, che cercavano un modo per recuperare gli avanzi della lavorazione dello stracchino.

Quando infatti la cagliata non era sufficiente per fare un’intera forma, questa veniva lasciata appesa, in attesa che fosse pronta la cagliata successiva.  Da lì, poi, si andava componendo una forma a strati mediante fascere tonde, in modo da tenere la produzione “a due paste” distinta e riconoscibile da quelle degli stracchini tradizionali, che rappresentavano a quei tempi una varietà molto richiesta sul mercato cittadino.

Nasceva così lo Strachitunt, antenato del noto Gorgonzola, con la sua forma cilindrica a facce piane e dalla crosta sfumata di grigio dalla presenza di muffe, rugosa e asciutta: ovvero quell’aspetto che preannuncia un sapore indimenticabile con note di piccantezza che variano a seconda del prolungarsi della stagionatura.

Nel marzo del 2014, lo Strachitunt ha ottenuto dall’Unione Europea la Denominazione di Origine protetta, prevedendo che il latte crudo debba essere quello di Bruna Alpina. Questo conferisce un sapore tutto orobico, e spiega anche perché è nel Club dei 7 Principi (vedi l’articolo https://www.bergamonews.it/2018/03/07/orobie-terra-principi-del-gusto/277645/)

 

Oggi lo Strachitunt Val Taleggio DOP è’ venduto e distribuito dalla Latteria di Branzi, aperta anche al pubblico nello shop e ristorante In Baita a Zogno

Ricetta

Filetto di cervo con Strachítunt D.O.P.

Ingredienti per 4 persone:

4 fette di filetto di cervo alte 1,5 cm ben frollato

1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva laghi Lombardi-Sebino

timo

120 g Strachítunt D.O.P.

½ bicchiere di latte

1 dl di Terre del Coleoni Doc moscato passito

sale

pepe

Tempo di preparazione e cottura

15 minuti oltre al tempo di marinatura del filetto

Procedimento

Massaggiare il filetto con l’olio, il timo, pepe e sale e farlo riposare in luogo fresco per qualche ora. Cuocerlo in pentola aderente senza aggiunta di grassi e se necessario coprendolo, aggiustare di sale e pepe.

Ridurre il moscato passito a due cucchiai

A parte far sciogliere lo Strachítunt D.O.P. nel latte intiepidito.

Servire il filetto ben cotto con sopra la salsa e a fianco la riduzione di moscato passito.

Latteria di Branzi ti aspetta In Baita, a Zogno, in via Grotte delle Meraviglie 14/A (Bg) –  0345 92061 | Siamo aperti da lunedì a domenica con servizio di vendita dei nostri migliori prodotti tipici e nel week end con il servizio di ristorazione.

Storico Ribelle: il guerriero di montagna dal cuore tenero

Il gusto di essere diversi, il bello di essere ribelli: Scopriamo un formaggio che ha saputo disunire e anche riunire davanti alla buona tavola, con la ricetta della Latteria di Branzi 

Lo definiscono patrimonio ed espressione dell’agricoltura eroica di montagna, e ha come roccaforte Gerola Alta, in Valtellina, dove proseguono le Orobie e non si ferma di certo il gusto. Carlo Petrini, fondatore di SlowFood, lo include nella Top 10 dei formaggi indimenticabili e l’artista Gabriele Pino è diventato per vocazione suo ritrattista, rendendolo oltre che opera casearia anche opera d’arte.

Lo Storico Ribelle è un formaggio d’alpe a latte crudo, prodotto in determinati alpeggi sulle Prealpi Orobie. Maturo si presenta in forme cilindriche regolari con diametro di 40-50 cm, altezza di 9-12 cm e un peso variabile dai 9 ai 20 kg. Le fasi produttive si svolgono secondo gli usi tradizionali, legati alle caratteristiche ambientali, nel periodo compreso fra il primo di giugno ed il 30 settembre.

Ma cosa lo rende un’eccellenza casearia dal gusto unico? La risposta sta in un procedimento rigoroso, tutelato dallo stesso Presidio Slow Food affinché ne resti immutato il suo sapore e anche la sua storia: presente e passata.
Il latte di vacca appena munto viene aggiunto a quello caprino (10-20%), ottenuto dalla razza orobica e lavorato a crudo, in loco, nel “calècc”.

Il divieto di utilizzo di fermenti lattici nella cagliata, imposto dal disciplinare dello Storico Ribelle, arricchisce la variabilità organolettica del formaggio, caseificato esclusivamente grazie alla flora batterica locale che si differenzia secondo gli alpeggi.
La produzione di Storico Ribelle per questo motivo viene selezionata nella Casèra di stagionatura di Gerola Alta, per ottenere il riconoscimento di Presidio Slow Food.E’ venduto e distribuito dalla Latteria di Branzi, aperta anche al pubblico nello shop e ristorante In Baita a Zogno

Ricetta

Spiedino di Storico Ribelle e Moscato di Scanzo

Ingredienti:

300 g di Storico Ribelle tagliato a cubetti

100 g acqua

100 g zucchero

100 g Moscato di Scanzo Docg

5 fogli di colla di pesce

Tempo di preparazione e cottura
15 minuti oltre al tempo per far raffreddare la gelatina

Procedimento

Mettere la colla di pesce ad ammollare nel Moscato di Scanzo Docg. Fra uno sciroppo con acqua e zucchero e lasciare intiepidire. Unire la colla di pesce con il Moscato di Scanzo. Porre in una vaschetta in modo da avere uno strato di 1 cm e porre in frigorifero fino a quando non si addensa. Su uno spiedino di legno alternare i cubetti di Storico Ribelle alla gelatina di Moscato.

 

Latteria di Branzi ti aspetta In Baita, a Zogno, in via Grotte delle Meraviglie 14/A (Bg) –  0345 92061 | Siamo aperti da lunedì a domenica con servizio di vendita dei nostri migliori prodotti tipici e nel week end con il servizio di ristorazione.

 

6 “Principi” alla Corte Brembana: Ecco I Formaggi delle Orobie della Baita dei Saperi e dei Sapori

formaggi-principi-delle-orobie1-e1412196313529Una rapida lettura dell’elenco (1. Agrì Valtorta, 2. Bitto storico, 3. Branzi, 4. Formai de Mut dell’alta Valle Brembana, 5. Stracchino e 6. Strachitunt, per un totale di tre Dop e tre presidi Slow Food) basta a far venire l’acquolina in bocca. Ma dietro l’accordo siglato tra i «Formaggi Principi delle Orobie» per riunire sotto un unico marchio sei eccellenze casearie delle nostre montagne, c’è ben di più della voglia (sacrosanta) di promuovere i prodotti del territorio: lo sguardo si allarga anche a un turismo in chiave agroalimentare, alla valorizzazione delle tradizioni locali, alla tutela del paesaggio e del lavoro nelle valli.

Sono sette le realtà imprenditoriali che hanno messo in moto i «Principi delle Orobie»: Latteria Sociale di Branzi, azienda agrituristica Ferdy Quarteroni di Lenna, Casarrigoni di Taleggio, Latteria Sociale di Valtorta, società agricola Guglielmo Locatelli di Vedeseta, cooperativa Sant’Antonio di Vedeseta e società Bitto Trading di Gerola Alta (Sondrio). «Molte delle nostre aziende sono piccole, non troppo strutturate – dice Francesco Maroni, direttore della Latteria sociale di Branzi  -. Per questo è fondamentale creare sinergie per non essere soli, portare avanti la qualità dei nostri prodotti ed evitare il rischio di mistificazioni».

Queste righe sono apparse all’interno di un articolo pubblicato sul quotidiano de L’Eco di Bergamo, andando a fare luce su uno dei punti focali della cultura brembana: la gastronomia. A racchiudere non solo la scienza, ma anche le prelibatezze è la nostra Baita dei Saperi e dei Sapori di Zogno, dove vi invitiamo a pranzo ogni giorno. O cena… Su prenotazione!

E non è finita… Perché turismo, cultura e letteratura, eventi della nostra splendida terra, passano da noi!

%d bloggers like this: