Tag Archive | italia

Casa Virginia, un vino bergamasco

foto 3-2Una dimora avvolta da una particolare atmosfera nel silenzioso profumo della natura.
Un “magico” ambiente con terrazzi e dehors affacciati sui vigneti, ideale per realizzare una Festa.

Arredo moderno, elegante e di buon gusto, stile garbato, sensibile ed armonico nel rispetto del Parco dei Colli di Bergamo. Ampi spazi interni con possibile sala separata per il “Gran finale” della festa, con intrattenimento musicale e buffet di dolci.

40000m di verde circondano la struttura. Casa virginia è una dimora avvolta da una particolare atmosfera. Circondata da vigneti, in un silenzioso contorno della natura, terrazze esterne osservano un paesaggio d’altri tempi.

Se volete raggiungerci:

“Da Bergamo e dall’uscita dell’Autostrada A4, seguire direzione Val Brembana per San Pellegrino, giunti a Villa d’Alme’, 200 m dopo la rotonda, prima del semaforo ( dove sulla destra trovate l’insegna FERCOLOR e salumificio GAMBA ), svoltare a destra in via F.Calvi,

giunti in Piazza XXV Aprile, tenere la destra, svoltare alla prima a sinistra (via Gaggio) e proseguire dritti rimanendo sotto collina per 500 m.
alla seconda strada, via Violo, siete arrivati.”

Via Cascina Violo 1 – Villa D’Alme’ (BG)

Tel: 035.571223 – Cell: 340.2260681

Email: info@tenutacasavirginia.it

 

This slideshow requires JavaScript.

Il Gattopardo in Valle Brembana

imageFu merito di Gian Pietro Galizzi, sindaco di San Pellegrino nel 1954, e del critico letterario Giuseppe Ravegnani, l’approdo in Valle Brembana di Giuseppe Tomasi principe di Lampedusa, autore dello splendido romanzo de “Il Gattopardo”. E fu merito ancora loro l’approdo di un ampio numero di scrittori e letterati, tutti invitati al convegno letterario “Romanzo e poesie di ieri e di oggi. Incontro di due generazioni”, un grande evento volto a ridare lustro alla cittadina termale che lo ospitava. E, proprio in quell’occasione, tra i grandi nomi spiccavano anche quelli di Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti e Italo Calvino, per un totale di nove grandi scrittori affermati che si proponevano di lanciare dieci talenti in rampa di lancio, loro pupilli. Poi il “Comitato d’onore” e, infine, quell’ingresso inaspettato, che arriva senza invito, quasi da semplice spettatore per accompagnare il cugino-poeta Lucio Piccolo: E’ Giuseppe Tomasi, principe di Lampedusa, allora cinquantottenne. Una figura quasi fuori luogo, quasi sbarcata da un altro mondo con altra cultura; un gentiluomo siciliano che, nonostante l’afa estiva, era in completo nero, con tanto di bombetta e curiosi giornalisti al seguito. Una lotta contro il tempo per lui: l’ispirazione della bella cittadina termale, il nuovo vigore conferitogli dalla presenza di questa èlite letteraria, ed un grande intreccio su cui strutturare uno dei capolavori del secolo scorso. In pochi giorni l’umore di un principe siciliano deluso e malaticcio cambiò, nuove enrgie riaffiorarono, e il ritorno in Sicilia consacrò la mano letteraria dello scrittore all’Olimpo dei grandi classici del romanzo italiano. Tra il 1955 e il ’56, Tomasi scrisse l’intera opera, con protagonista Don Fabrizio principe di Salina e il suo ambizioso nipote, Tancredi Falconeri: entrambi alle prese con i moti garibaldini e lo sbarco di Marsala, l’ascesa del Piemonte, l’unificazione d’Italia, un posto al Senato e una regione che non voleva cambiare, che voleva morire della propria gloria, della propria eleganza e che si sentiva perfetta: la Sicilia. Era il 1860 circa, il fulcro degli eventi attorno a cui si svolse il romanzo; era quasi un secolo dopo – il 1956 – che la malattia colse invece lo scrittore Giuseppe Tomasi, che morì dopo la composizione del romanzo.

La Baita dei Saperi e Sapori: un network turistico e sociale

foto blogDi fronte alle Grotte delle Meraviglie, all’ingresso della Valle Brembana, nel paese di Zogno. Si chiama Baita dei Saperi e Sapori Brembani il progetto socio culturale inaugurato dalla storica Latteria di Branzi, che si propone come anticamera dell‘Expo 2015, e collettore di una cultura secolare su cui poggiano le montagne della Valle Brembana.

Un impegno attivo, portato avanti da un team giovane, legato alle proprie radici ma con lo sguardo orientato al futuro e con uno scopo ben preciso: ridare vitalità alle imprese locali. E se, vista dal fuori, la baita rievoca la tradizione architettonica brembana, mai più all’avanguardia la si potrebbe immaginare al suo interno:

“Abbiamo allestito il locale in modo strategico – spiegano dalla Latteria di Branzi – creando tre aree ideali per offrire la migliore accoglienza e rendere evidenti i servizi offerti”. Turisti ma non solo, anche abitanti della valle o bergamaschi incuriositi si stanno avvicinando ad una baita che offre al visitatore il meglio della produzione alimentare locale, un servizio di ristorazione completo a base di prodotti freschi e scelti tra le aziende del territorio, e un’offerta turistica informativa ampia: con libri, guide, giornali locali.

“La rinascita economica di un’intera valle deve partire dalla cultura, dalla sua storia e da un forte rispolvero delle sue radici – precisano – a cui tutti devono partecipare, senza personalismi, ma per un obiettivo comune e condiviso”. In un click, aggiungeremmo noi. Già, perché proprio al centro del locale, infatti, si estende un lungo tavolo con un monitor touch screen, che all’interno racchiude un vero e proprio mondo.

“I prodotti che vendiamo e cuciniamo ai convitati sono forniti dalle aziende del territorio che, giorno dopo giorno, aderiscono al nostro network gratuitamente, per avere visibilità e rimarcare la propria unicità anche nell’ambito di un commercio alimentare a chilometro zero. Insieme abbiamo iniziato ad organizzare eventi a carattere didattico e conviviale, secondo un’agenda di appuntamenti ampia e coinvolgente”.

Network come unione. Per raggiungere sempre più persone, però anche la Baita dei Saperi e Sapori ha scelto la via del web:

“Nessun sito internet, ma un blog vivo e partecipato dove raccontiamo questa splendida esperienza con tutti gli amici che ci visitano, in cui pubblichiamo foto, video e raccontiamo l’unicità dei prodotti messi in vendita”. E parallelamente non potevano mancare anche una fan page su Facebook  (www.facebook.com/saperiesaporibrembani) ed un profilo su Instagram (Baita_Cultura_Brembana), che si propone di fare da traino a tutte le aziende locali che vorrebbero affacciarsi al mondo social e web, estendendo il network a tutti quelli che credono nella rinascita vallare. La pagina di Facebook, inoltre, sarà ricca di aneddoti sulla storia della Valle Brembana, di curiosità culinarie e dei prodotti tipici locali, ma anche di tanta cultura, con aforismi e foto degli eventi, per rendere fruibile la montagna a tutti.

“E’ una grande sfida -concludono dalla Latteria di Branzi – che abbiamo scelto di affrontare in prima linea, per essere presenti sia fisicamente che virtualmente”

Quindi non scordate di taggarvi, né tanto meno di utilizzare il nostro hashtag: #BaitaDeiSapori #BaitaDeiSaperi

Casa Virginia, un ottimo vino bergamasco

foto 3-2Una dimora avvolta da una particolare atmosfera nel silenzioso profumo della natura.
Un “magico” ambiente con terrazzi e dehors affacciati sui vigneti, ideale per realizzare una Festa.

Arredo moderno, elegante e di buon gusto, stile garbato, sensibile ed armonico nel rispetto del Parco dei Colli di Bergamo. Ampi spazi interni con possibile sala separata per il “Gran finale” della festa, con intrattenimento musicale e buffet di dolci.

40000m di verde circondano la struttura. Casa virginia è una dimora avvolta da una particolare atmosfera. Circondata da vigneti, in un silenzioso contorno della natura, terrazze esterne osservano un paesaggio d’altri tempi.

Se volete raggiungerci:

“Da Bergamo e dall’uscita dell’Autostrada A4, seguire direzione Val Brembana per San Pellegrino, giunti a Villa d’Alme’, 200 m dopo la rotonda, prima del semaforo ( dove sulla destra trovate l’insegna FERCOLOR e salumificio GAMBA ), svoltare a destra in via F.Calvi,

giunti in Piazza XXV Aprile, tenere la destra, svoltare alla prima a sinistra (via Gaggio) e proseguire dritti rimanendo sotto collina per 500 m.
alla seconda strada, via Violo, siete arrivati.”

Via Cascina Violo 1 – Villa D’Alme’ (BG)

Tel: 035.571223 – Cell: 340.2260681

Email: info@tenutacasavirginia.it

 

This slideshow requires JavaScript.

Il Gattopardo in Valle Brembana

imageFu merito di Gian Pietro Galizzi, sindaco di San Pellegrino nel 1954, e del critico letterario Giuseppe Ravegnani, l’approdo in Valle Brembana di Giuseppe Tomasi principe di Lampedusa, autore dello splendido romanzo de “Il Gattopardo”. E fu merito ancora loro l’approdo di un ampio numero di scrittori e letterati, tutti invitati al convegno letterario “Romanzo e poesie di ieri e di oggi. Incontro di due generazioni”, un grande evento volto a ridare lustro alla cittadina termale che lo ospitava. E, proprio in quell’occasione, tra i grandi nomi spiccavano anche quelli di Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti e Italo Calvino, per un totale di nove grandi scrittori affermati che si proponevano di lanciare dieci talenti in rampa di lancio, loro pupilli. Poi il “Comitato d’onore” e, infine, quell’ingresso inaspettato, che arriva senza invito, quasi da semplice spettatore per accompagnare il cugino-poeta Lucio Piccolo: E’ Giuseppe Tomasi, principe di Lampedusa, allora cinquantottenne. Una figura quasi fuori luogo, quasi sbarcata da un altro mondo con altra cultura; un gentiluomo siciliano che, nonostante l’afa estiva, era in completo nero, con tanto di bombetta e curiosi giornalisti al seguito. Una lotta contro il tempo per lui: l’ispirazione della bella cittadina termale, il nuovo vigore conferitogli dalla presenza di questa èlite letteraria, ed un grande intreccio su cui strutturare uno dei capolavori del secolo scorso. In pochi giorni l’umore di un principe siciliano deluso e malaticcio cambiò, nuove enrgie riaffiorarono, e il ritorno in Sicilia consacrò la mano letteraria dello scrittore all’Olimpo dei grandi classici del romanzo italiano. Tra il 1955 e il ’56, Tomasi scrisse l’intera opera, con protagonista Don Fabrizio principe di Salina e il suo ambizioso nipote, Tancredi Falconeri: entrambi alle prese con i moti garibaldini e lo sbarco di Marsala, l’ascesa del Piemonte, l’unificazione d’Italia, un posto al Senato e una regione che non voleva cambiare, che voleva morire della propria gloria, della propria eleganza e che si sentiva perfetta: la Sicilia. Era il 1860 circa, il fulcro degli eventi attorno a cui si svolse il romanzo; era quasi un secolo dopo – il 1956 – che la malattia colse invece lo scrittore Giuseppe Tomasi, che morì dopo la composizione del romanzo.

La Baita dei Saperi e Sapori: un network turistico e sociale

foto blogDi fronte alle Grotte delle Meraviglie, all’ingresso della Valle Brembana, nel paese di Zogno. Si chiama Baita dei Saperi e Sapori Brembani il progetto socio culturale inaugurato dalla storica Latteria di Branzi, che si propone come anticamera dell‘Expo 2015, e collettore di una cultura secolare su cui poggiano le montagne della Valle Brembana.

Un impegno attivo, portato avanti da un team giovane, legato alle proprie radici ma con lo sguardo orientato al futuro e con uno scopo ben preciso: ridare vitalità alle imprese locali. E se, vista dal fuori, la baita rievoca la tradizione architettonica brembana, mai più all’avanguardia la si potrebbe immaginare al suo interno:

“Abbiamo allestito il locale in modo strategico – spiegano dalla Latteria di Branzi – creando tre aree ideali per offrire la migliore accoglienza e rendere evidenti i servizi offerti”. Turisti ma non solo, anche abitanti della valle o bergamaschi incuriositi si stanno avvicinando ad una baita che offre al visitatore il meglio della produzione alimentare locale, un servizio di ristorazione completo a base di prodotti freschi e scelti tra le aziende del territorio, e un’offerta turistica informativa ampia: con libri, guide, giornali locali.

“La rinascita economica di un’intera valle deve partire dalla cultura, dalla sua storia e da un forte rispolvero delle sue radici – precisano – a cui tutti devono partecipare, senza personalismi, ma per un obiettivo comune e condiviso”. In un click, aggiungeremmo noi. Già, perché proprio al centro del locale, infatti, si estende un lungo tavolo con un monitor touch screen, che all’interno racchiude un vero e proprio mondo.

“I prodotti che vendiamo e cuciniamo ai convitati sono forniti dalle aziende del territorio che, giorno dopo giorno, aderiscono al nostro network gratuitamente, per avere visibilità e rimarcare la propria unicità anche nell’ambito di un commercio alimentare a chilometro zero. Insieme abbiamo iniziato ad organizzare eventi a carattere didattico e conviviale, secondo un’agenda di appuntamenti ampia e coinvolgente”.

Network come unione. Per raggiungere sempre più persone, però anche la Baita dei Saperi e Sapori ha scelto la via del web:

“Nessun sito internet, ma un blog vivo e partecipato dove raccontiamo questa splendida esperienza con tutti gli amici che ci visitano, in cui pubblichiamo foto, video e raccontiamo l’unicità dei prodotti messi in vendita”. E parallelamente non potevano mancare anche una fan page su Facebook  (www.facebook.com/saperiesaporibrembani) ed un profilo su Instagram (Baita_Cultura_Brembana), che si propone di fare da traino a tutte le aziende locali che vorrebbero affacciarsi al mondo social e web, estendendo il network a tutti quelli che credono nella rinascita vallare. La pagina di Facebook, inoltre, sarà ricca di aneddoti sulla storia della Valle Brembana, di curiosità culinarie e dei prodotti tipici locali, ma anche di tanta cultura, con aforismi e foto degli eventi, per rendere fruibile la montagna a tutti.

“E’ una grande sfida -concludono dalla Latteria di Branzi – che abbiamo scelto di affrontare in prima linea, per essere presenti sia fisicamente che virtualmente”

Quindi non scordate di taggarvi, né tanto meno di utilizzare il nostro hashtag: #BaitaDeiSapori #BaitaDeiSaperi

%d bloggers like this: