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Ricette: Zuppa di piselli

imageCon questo articolo, inauguriamo la collaborazione tra la Baita dei Saperi e Sapori ed il magazine online QualeFormaggio.it, partner del nostro network, che da oggi ci suggerirà delle meravigliose ricette realizzate e sperimentate con altri blogger appassionati di gastronomia; oggi, abbiamo l’onore di ospitare, con l’amico Stefano Mariotti – direttore di Quale Formaggio – anche la ricetta tratta dal blog http://www.mypaneburroemarmellata.com.

La Baita dei Saperi e Sapori Brembani vi aiuterà, assieme agli esperti, ad arricchire la vostra tavola con nuove idee e prodotti

altre info su questa ricetta e sui buoni formaggi di animali al pascolo le potrete trovare cliccando qui

Zuppa di piselli e stracchino all’antica alla curcuma

Ingredienti per 1 persona

70 gr di Stracchino all’antica
100 gr di piselli
½ cipollotto
1 tazza di brodo vegetale
1 cucchiaino raso di curcuma
Sale q.b.
2 cucchiai di olio extravergine d’oliva

Pulire il cipollotto e tritarlo. Far scaldare sul gas un cucchiaio di olio in cui andremo a fare imbiondire il cipollotto tritato. Appena diventa trasparente, Unire ½ cucchiaino di curcuma e dopo qualche minuto i piselli. Aggiungere il brodo, incoperchiare e far cuocere per 15 minuti.
Una volta cotta, aggiustare di sale. Metterla in un contenitore e frullarla con un mixer ad immersione, aggiungendo 50 gr di stracchino all’antica e creando in questo modo una crema. Servirla leggermente tiepida, irrorando con il restante olio, spargendo in superficie la curcuma e qualche pezzetto di stracchino all’antica.

I Musei della Valle Brembana

museoL’incantevole Valle Brembana, è nota a tutti per le sue bellezze naturali e paesaggistiche per le sue stazioni climatiche, termali, sciistiche,è anche uno straordinario luogo d’arte e di tradizioni. Questa ricchezza merita di essere meglio conosciuta ed apprezzata, per il suo valore intrinseco e per l’impegno culturale di cui essa è testimonianza. L’amore con cui l’intera valle ha saputo conservare, raccogliere e valorizzare il proprio patrimonio è cosa senz’altro da sottolineare.

Alcuni di questi musei (i due di Zogno primi fra tutti) sono sorti grazie all’impegno e al sacrificio di privati cittadini della Valle Brembana, che hanno speso senza risparmio tempo, energie, risorse, nella ricerca di oggetti che parlassero della loro terra e della loro storia, che testimoniassero della loro identità. Si tratti di Arte Sacra, strumenti di lavoro, di costumi popolari, di minerali o di fossili, l’immagine della Valle Brembana che da questi musei emerge è una sola: di amore per le proprie tradizioni, di geloso e orgoglioso attaccamento a un patrimonio di cultura che gli oggetti dei musei della Valle attestano e documentano, ma non sostituiscono. Altri musei sono nati in tempi più recenti, su iniziativa pubblica, ma nello stesso spirito: si veda ad esempio lo straordinario complesso di Valtorta, in cui non si sa se vadano maggiormente ammirati gli oggetti, il fascino edificio che li raccoglie, o gli elementi di contorno (mulino, maglio, …) restaurati con una precisione che trova riscontro solo nei grandi musei etnografici del Nord Italia.

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Per chi soggiorna nella Valle Brembana, soprattutto d’estate, questi musei potranno offrire un’interessante occasione culturale. Ma ci auguriamo che essi possano essere anche meta di una gita specifica, o di un fine settimana, in cui accostare arte, paesaggio, testimonianze storiche. Non si dimentichi che la Val Brembana, attraverso la Strada Priula e il valico di San Marco, fu per secoli una tra le più importanti vie di comunicazione tra la pianura Padana e i Grigioni: le testimonianze che la arricchiscono sono anche conseguenza di questo suo ruolo non secondario e costituiscono un insieme che ampiamente ripagherà il visitatore delle sue fatiche.

 

 

 

Il Bitto Storico

bitto storicoE’ l’associazione di produttori di formaggio Bitto che comprende i 15 caricatori d’alpe rilevatari degli alpeggi storici delle valli di Gerola e Albaredo per S.Marco (Valtellina-Lombardia). Questi sono gli attuali produttori di quello che è considerato fra i migliori formaggi d’alpe conosciuti e sicuramente l’unico al mondo in grado d’essere invecchiato perfettamente oltre i 10 anni, possibilità questa che si verifica quando si fondono e si ottimizzano tutte le condizioni naturali che generano questo formaggio, legate all’abilità del “casaro”, alle condizioni fisiche della vacca, alla qualità dell’erba determinata dalle condizioni climatiche, dal sistema di pascolo e dall’obbligo del 10-20 % di latte di capra orobica o della Valgerola.

Dunque questo è un formaggio che può variare secondo mutazioni naturali (proprio per questo è unico); i “casari” delle Valli del Bitto lo sanno e possono quindi pilotare l’invecchiamento delle forme più adatte.
Questi produttori sono dotati di un marchio a fuoco distintivo “Valli del Bitto” e di uno statuto differente rispetto agli altri produttori di Bitto che impone un disciplinare ligio alla tradizione secolare che ha fatto la storia del Bitto: vi è in particolare l’obbligo assoluto di sola alimentazione spontanea d’alpeggio. valtorta1

Il formaggio Bitto ha origini remote nel tempo e radicate nel comprensorio alpino delle Valli del Bitto di Albaredo e Gerola, nel cuore del Parco delle Orobie Valtellinesi. Il Bitto è stato riconosciuto dall’Unione Europea con il marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta). E’ un formaggio d’alpe grasso a pasta semicotta, di media durezza e media stagionatura. Maturo si presenta in forme cilindriche regolari con diametro di 40-50 cm, altezza di 9-12 cm e un peso variabile dai 9 ai 20 kg. La pasta, compatta, di colore variabile dal bianco al giallo paglierino a seconda della stagionatura, presenta occhiatura rara ad occhio di pernice.
Le varie fasi produttive si svolgono secondo gli usi tradizionali, legati alle caratteristiche ambientali, nel periodo compreso fra il primo di giugno ed il 30 settembre.

Per venire a trovarci, sia che si venga da Milano e St. Moritz, bisogna raggiungere la Valtellina e proseguire per Sondrio seguendo la statale 38. Arrivati al primo semaforo di Morbegno svoltare verso la Valgerola. Dopo circa 15 km  si raggiunge il nucleo Gerola la storica e più importante città della valle sede dello storico Formaggio bitto.

Puoi trovare il Bitto Storico, visitando la Baita dei Saperi e Sapori Brembani, in via Grotte delle Meraviglie a Zogno.

Ecco uno scorcio della nbaita bremabanaostra Baita, con il reparto formaggi in fondo, vicino all’ingresso. Lì, un’ampia scelta ad attendervi!

6 “Principi” alla Corte Brembana:

formaggi-principi-delle-orobie1-e1412196313529Una rapida lettura dell’elenco (1. Agrì Valtorta, 2. Bitto storico, 3. Branzi, 4. Formai de Mut dell’alta Valle Brembana, 5. Stracchino e 6. Strachitunt, per un totale di tre Dop e tre presidi Slow Food) basta a far venire l’acquolina in bocca. Ma dietro l’accordo siglato tra i «Formaggi Principi delle Orobie» per riunire sotto un unico marchio sei eccellenze casearie delle nostre montagne, c’è ben di più della voglia (sacrosanta) di promuovere i prodotti del territorio: lo sguardo si allarga anche a un turismo in chiave agroalimentare, alla valorizzazione delle tradizioni locali, alla tutela del paesaggio e del lavoro nelle valli.

Sono sette le realtà imprenditoriali che hanno messo in moto i «Principi delle Orobie»: Latteria Sociale di Branzi, azienda agrituristica Ferdy Quarteroni di Lenna, Casarrigoni di Taleggio, Latteria Sociale di Valtorta, società agricola Guglielmo Locatelli di Vedeseta, cooperativa Sant’Antonio di Vedeseta e società Bitto Trading di Gerola Alta (Sondrio). «Molte delle nostre aziende sono piccole, non troppo strutturate – dice Francesco Maroni, direttore della Latteria sociale di Branzi  -. Per questo è fondamentale creare sinergie per non essere soli, portare avanti la qualità dei nostri prodotti ed evitare il rischio di mistificazioni».

Queste righe sono apparse all’interno di un articolo pubblicato sul quotidiano de L’Eco di Bergamo, andando a fare luce su uno dei punti focali della cultura brembana: la gastronomia. A racchiudere non solo la scienza, ma anche le prelibatezze è la nostra Baita dei Saperi e dei Sapori di Zogno, dove vi invitiamo a pranzo ogni giorno. O cena… Su prenotazione!

E non è finita… Perché turismo, cultura e letteratura, eventi della nostra splendida terra, passano da noi!

Meraviglie a Tavola: Il Branzi FTB Stravecchio è pronto!

Branzi non è solo un formaggio. Piuttosto, un modo che racchiude secoli di arte casearia, dove ricerca e sperimentazione, da sempre, accompagnano la produzione. E’ dalle abili mani dei casari, dalla passione, e dalla voglia di sorprendere con la tradizione che nasce lo Stravecchio.

Già, perché il processo tradizionale e artigianale garantisce un prodotto non standardizzato, che porta con sé i segni delle stagionature. Le caratteristiche organolettiche variano notevolmente, a seconda che il formaggio venga consumato dopo 60 giorni o 3-6 mesi di maturazione.

Seguendo questa logica, e prolungando quindi la stagionatura fino a un anno, abbiamo il Branzi FTB Stravecchio, all’occhio quasi un formaggio da grattuggia, dalla fragranza caratteristica.

Se in una fase iniziale abbiamo sotto gli occhi il Branzi FTB più comune, con la crosta sottile ed elastica dal colore giallino e la pasta morbida al taglio, dando spazio al tempo l’opportunità di agire, le cose cambiano.

La crosta si farà più scura e consistente, mentre la pasta, di colore giallo via via sempre più intenso, assumerà toni più compatti. Al palato si percepirà un sapore più deciso e persistente: risalteranno note di glutammato, frutta secca, una nota selvatica con una piccantezza sempre contenuta: un abbraccio armonico per le papille.

Ma… Come conservarlo in casa? Molti ce lo chiedo, specificando di non avere a disposizione una cantina. Ecco perché i trucchi del “Casaro 2.0” tornano utili per far coesistere il formaggio anche “in città”.

Si consiglia di riporlo nella parte meno fredda della casa, avvolto in un telo di canapa o cotone per contrastare l’essicamento, nemico del formaggio tanto quanto l’eccesso di freddo (che altera le qualità organolettiche) e l’eccesso di calore (che provoca fermentazione secondaria, accelerando la degradazione).

Siete pronti a scoprire il nostro Branzi FTB Stravecchio?

 

Latteria di Branzi ti aspetta In Baita, a Zogno, in via Grotte delle Meraviglie 14/A (Bg) –  0345 92061 Siamo aperti da lunedì a domenica con servizio di vendita dei nostri migliori prodotti tipici e nel week end con il servizio di ristorazione.

Azienda Agricola Della Fara

dalla faraL’obiettivo fin dall’inizio era la creazione di un luogo che diventasse più bello e vivibile attraverso il recupero di un paesaggio montano campestre e più sano tramite il percorso biologico, dove tutto potesse avere una dimensione più umana. Nei tre anni trascorsi il primo impegno che l’azienda ha voluto prendersi è stato la sperimentazione, finalizzata a far si che questa erba spontanea sia ora coltivata, salvaguardandone tutte le qualità che l’hanno resa preziosa e ricercata dagli innumerevoli estimatori che ogni anno si prodigano nella sua ricerca.
Nel 2012 di conseguenza si è dato vita all’azienda e ci si è impegnati a sviluppare le molteplici applicazioni che il Buon Enrico potesse consentirci.

Le piccole realtà locali, che si dedicano alle produzioni artigianali secondo le tecniche tradizionali, attive sul territorio dell’Alta Valle Brembana sono numerose; è grazie alla loro attività che oggi possiamo continuare ad apprezzare i sapori della tradizione e possiamo ammirare opere artistiche di rilievo

Nei paesi di Altobrembo la natura regna incontrastata: boschi incontaminati, verdi pascoli e cime incantate faranno da cornice alle vostre vacanze.

Numerosi sono i prodotti tipici di origine brembana: Formaggi di prima scelta, Mieli di montagna, Polenta taragna e, ovviamente, funghi e erbe spontanee che sono i protagonisti di Fungolandia e Erbe del Casaro, i due eventi di Altobrembo.
Cultura e tradizioni antiche di Altobrembo continuano a vivere nel corso delle varie stagioni: la Pisa Egia, il Carnevale, il rogo della “ègia”, la Giobiana.
I ritmi del passato risuonano in un presente lontano.
Per informazioni e prenotazioni:
Via Arlecchino 3 – San Giovanni Bianco (BG)
Telefono

346.1821823

E-MAIL

az.ag.dellafara@live.com

 

 

Bigio, un’istituzione dolciaria

bigioBigio è hotel, ristorante e pasticceria. L’hotel Bigio è situato nel centro di San Pellegrino Terme in Valle Brembana. La calda eleganza della grande hall, la tranquillità, l’accogliente riservatezza delle camere e la funzionalità dei servizi, come il bar e il ristorante, propongono alla clientela un’accoglienza “Tutto Comfort” in un ambiente moderno e signorile. Camere con servizi privati e telefono diretto, ascensore, parco, ampia hall, parcheggio privato interno, WI-FI, solarium, noleggio biciclette, servizio Bar, servizio Lavanderia, centro congressi, e sala per cerimonie.

La sala ristorante si presenta spaziosa ma al contempo raccolta e con un numero esclusivo di coperti. L’ambiente esprime al meglio il calore dell’intima ospitalità della valle e la genuinità dei piatti. Dalla sala, grandi finestre si aprono sul giardino di inizio novecento offrendo una magnifica vista sullo splendido casinò di San Pellegrino Terme.

La Pasticceria Bigio non è solo biscotti a mezzaluna. La decennale esperienza e tradizione del laboratorio di pasticceria “sforna” prelibatezze per ogni palato. Paste, dolci alla crema o a base di frutta, pasticceria fredda. La qualità del prodotto si sposa con l’eleganza e la raffinatezza di confezioni esclusive che richiamano la tradizione della valle e del territorio bergamasco.

Per informazioni e prenotazioni potete contattarci:

Telefono: +39 0345 21058

Arrigoni Val Taleggio

arrigoniArrigoni è una delle più prestigiose aziende del settore lattiero caseario, grazie all’integrazione della filiera produttiva, dalla terra al formaggio confezionato e distribuito.

In questa scelta ritroviamo l’origine di questa storia, le scelte, le politiche commerciali e le iniziative sempre coerenti con l’idea che attraverso i prodotti si possa tutelare il proprio territorio, è questa l’intuizione su cui Arrigoni ha scommesso.

Salvaguardare l’economia di un territorio vuol dire preservare la vitalità di un luogo valorizzandone i contenuti. La storia di questa famiglia imprime una cifra stilistica al suo operare quotidiano, dando a questa azienda la sensibilità di prestare attenzione a particolari per altri insignificanti.

Per Arrigoni la tradizione è il principio, il progresso la vocazione. Perché la tutela della tradizione deve andare di pari passo con il difficile compito di fare impresa da leader di settore.

La missione di Arrigoni è sempre stata interpretata come indissolubilmente legata ai valori delle persone, ponendo come obiettivo finale la qualità di prodotto, ma anche la qualità delle relazioni commerciali, delle scelte, dell’offerta complessiva e della relazione con tutti i propri stakeholder.

La missione e i valori di Arrigoni sono oggi interpretati e fatti vivere da tutte le persone che compongono l’impresa. Il più grande capitale di cui dispone oggi l’azienda è infatti proprio quello umano, delle persone che fanno vivere la Marca e custodiscono il valore della qualità, alimentato dalla passione.

Per informazioni e prenotazioni:
Arrigoni Battista S.p.A.
Via Treviglio, 940
24040 Pagazzano (BG), Italy
tel. 0363 031203
info@arrigoniformaggi.it

Birrificio Via Priula, San Pellegrino con le bollicine

 via priulaLa nuova birra “Vetta” finalmente è stata presentata..

Questa è tutto luppolo, niente (o quasi) alcool e tutto il corpo che gli si poteva dare. Si chiama Vetta; è dedicata ad un luogo a noi caro ma è nata anche come una sfida per cercare di raggiungere un alto grado di soddisfazione con un basso grado di alcool. Un po’ come per chi cerca di raggiungere la più alta vetta con meno ossigeno possibile…Un viaggio nel gusto partendo dalla bassa gradazione alcolica per “salire alla vetta” dell’aroma dei luppoli. Interminabili sorsi di freschezza con note citriche e fiorite donate dalle generose dosi di luppoli tedeschi, condizione necessaria per lasciare al palato quelle soddisfazioni altrimenti limitate dal poco alcool.
“Salire alla Vetta” in funicolare d’estate e rinfrescarsi all’ombra dei pini delle sue grandi ville era come avere un biglietto per il paradiso. Abbiamo cercato di racchiudere tutto questo in una bottiglia.

Le birre Via Priula, birre ospiti, cucina del territorio, cene a tema, eventi birrari, musicali. Tutto questo e altro ancora lo puoi scoprire visitandoci in Via Matteotti 5, Portici Colleoni, a San Pellegrino Terme.

 

 

Casa Virginia, un vino bergamasco

foto 3-2Una dimora avvolta da una particolare atmosfera nel silenzioso profumo della natura.
Un “magico” ambiente con terrazzi e dehors affacciati sui vigneti, ideale per realizzare una Festa.

Arredo moderno, elegante e di buon gusto, stile garbato, sensibile ed armonico nel rispetto del Parco dei Colli di Bergamo. Ampi spazi interni con possibile sala separata per il “Gran finale” della festa, con intrattenimento musicale e buffet di dolci.

40000m di verde circondano la struttura. Casa virginia è una dimora avvolta da una particolare atmosfera. Circondata da vigneti, in un silenzioso contorno della natura, terrazze esterne osservano un paesaggio d’altri tempi.

Se volete raggiungerci:

“Da Bergamo e dall’uscita dell’Autostrada A4, seguire direzione Val Brembana per San Pellegrino, giunti a Villa d’Alme’, 200 m dopo la rotonda, prima del semaforo ( dove sulla destra trovate l’insegna FERCOLOR e salumificio GAMBA ), svoltare a destra in via F.Calvi,

giunti in Piazza XXV Aprile, tenere la destra, svoltare alla prima a sinistra (via Gaggio) e proseguire dritti rimanendo sotto collina per 500 m.
alla seconda strada, via Violo, siete arrivati.”

Via Cascina Violo 1 – Villa D’Alme’ (BG)

Tel: 035.571223 – Cell: 340.2260681

Email: info@tenutacasavirginia.it

 

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