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2 Ricette per un settembre dal gusto unico

L’inizio di settembre è un assaggio di autunno: ricominciano il lavoro e la scuola, ma anche i pranzi in famiglia della domenica. Ecco due ricette che dovete assolutamente provare

L’estate volge al termine, e i suoi sapori che ci hanno accompagnati in questi mesi stanno ormai prendendo congedo per lasciare spazio alle primizie dell’autunno, ai suoi piatti e alle sue tradizioni.

Le Orobie sono un mondo vastissimo, un ecosistema di colture e produzioni che danno vita, grazie alla tradizione e all’ingegno degli chef a piatti indimenticabili, dove la semplicità incontra note prelibate.

Con il ritorno di settembre, torna anche il calendario della Polenta Taragna Orobica Originale, realizzato dalla Latteria di Branzi e oggi protagonista con due ricette da provare assolutamente.

Arrosto di Sottofesa di Vitello al Forno con Polenta Taragna Orobica Originale

Ingredienti per 6 Persone

1 e ½ kg di sottofesa di vitello, olio e burro. ½ bicchiere di vino bianco secco, brodo, rosmarino e salvia

Preparazione

Mettete in una casserruola, in cui vi siano già predisposti olio e burro fuso, il pezzo di sottofesa ben legato. Fatelo rosolare a fuoco lento girandolo sovente. Irrorate la carne con il vino bianco; scaldate il brodo e unitelo dopo che il vino sarà completamente evaporato.

Aggiungete gli odori e mettete la casseruola in forno a 200° C. Seguite meticolosamente la cottura e irrorate ogni tanto con brodo caldo. Dopo circa 2 ore, togliete dal forno e aggiungete al fondo di cottura un po’ di burro e farina per formare una salsina cremosa. Tagliate a fette e servite con polenta taragna orobica originale.

Ricetta della Polenta Taragna Orobica Originale

Dose per 6 persone

2 litri di acqua in modo da ottenere la polenta morbida adatta alla taragna;

10 grammi di sale grosso;

350-400 grammi di farina di mais vitrei o semivitrei, possibilmente di varietà antiche, coltivati nelle province di Bergamo, Brescia, Lecco, Sondrio. Laddove rientri nella tradizione è ammessa anche una percentuale di grano saraceno. La quantità di acqua dipende dalla tipologia e dalla granulometria della farina di mais;

300 grammi almeno di Formai de mut dell’Alta Valle Brembana dop, bitto storico presidio Slow Food, Bitto dop o Branzi. La quantità del formaggio dipende dalla sua stagionatura.

Per il condimento

50 grammi di burro soffritto con uno spicchio d’aglio e quattro foglie di salvia (poi rimossi) da versare sulla polenta taragna qualora venga servita come piatto unico.

Procedimento

Mettere l’acqua in un paiolo di rame, di ghisa o in una pentola d’acciaio col fondo spesso e con gli angoli arrotondati e portarla a ebollizione; salarla e versarvi la farina a pioggia, mescolando di continuo affinché non si formino grumi. Portare a cottura per almeno un’ora mescolando al bisogno. Aggiungere acqua calda se risulta troppo densa.

Tagliare il formaggio a pezzetti, abbassare il fuoco al minimo e aggiungerlo alla polenta. Amalgamare bene gli ingredienti fino al loro completo scioglimento (5-6 minuti).

Aggiustare eventualmente di sale e poi servire immediatamente la polenta taragna orobica in ciotole di ceramica o di terracotta, oppure adagiandola su un tagliere.

Qualora costituisca un piatto unico condirla con il burro insaporito con aglio e salvia.

 

Latteria di Branzi ti aspetta In Baita, a Zogno, in via Grotte delle Meraviglie 14/A (Bg) –  0345 92061 Siamo aperti da lunedì a domenica con servizio di vendita dei nostri migliori prodotti tipici e nel week end con il servizio di ristorazione.

 

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Meraviglie a Tavola: Il Branzi FTB Stravecchio è pronto!

Branzi non è solo un formaggio. Piuttosto, un modo che racchiude secoli di arte casearia, dove ricerca e sperimentazione, da sempre, accompagnano la produzione. E’ dalle abili mani dei casari, dalla passione, e dalla voglia di sorprendere con la tradizione che nasce lo Stravecchio.

Già, perché il processo tradizionale e artigianale garantisce un prodotto non standardizzato, che porta con sé i segni delle stagionature. Le caratteristiche organolettiche variano notevolmente, a seconda che il formaggio venga consumato dopo 60 giorni o 3-6 mesi di maturazione.

Seguendo questa logica, e prolungando quindi la stagionatura fino a un anno, abbiamo il Branzi FTB Stravecchio, all’occhio quasi un formaggio da grattuggia, dalla fragranza caratteristica.

Se in una fase iniziale abbiamo sotto gli occhi il Branzi FTB più comune, con la crosta sottile ed elastica dal colore giallino e la pasta morbida al taglio, dando spazio al tempo l’opportunità di agire, le cose cambiano.

La crosta si farà più scura e consistente, mentre la pasta, di colore giallo via via sempre più intenso, assumerà toni più compatti. Al palato si percepirà un sapore più deciso e persistente: risalteranno note di glutammato, frutta secca, una nota selvatica con una piccantezza sempre contenuta: un abbraccio armonico per le papille.

Ma… Come conservarlo in casa? Molti ce lo chiedo, specificando di non avere a disposizione una cantina. Ecco perché i trucchi del “Casaro 2.0” tornano utili per far coesistere il formaggio anche “in città”.

Si consiglia di riporlo nella parte meno fredda della casa, avvolto in un telo di canapa o cotone per contrastare l’essicamento, nemico del formaggio tanto quanto l’eccesso di freddo (che altera le qualità organolettiche) e l’eccesso di calore (che provoca fermentazione secondaria, accelerando la degradazione).

Siete pronti a scoprire il nostro Branzi FTB Stravecchio?

 

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Gustoso o Dissetante? Il Latte alle radici del Buono

Agosto è il mese per eccellenza del turista in Valle Brembana, che fa la scorta di relax e di specialità locali da portare ad amici e parenti, insieme alle nostre ricette: scopriamo il Latte!

Le mode passano, le tradizioni restano. Soprattutto quelle che riconducono alle radici del Buono e portano in tavola e nella quotidianità le tradizioni, delle cose fatte come una volta con gli ingredienti primari “raccolti” come una volta.

In Latteria sempre più turisti si fermano a chiedere il nostro Latte. Un latte con la “L” maiuscola perché arriva dagli alpeggi e mantiene intatto quel “primo sapore” che rende diversi gli alimenti.

Agosto quest’anno è stato un mese all’insegna del bianco: come materia base per creare e far gustare ciò che per i nostri nonni è una bella abitudine mentre, per le nuove generazioni, una grande novità

Botticello: Prodotto che prende il proprio nome dalla forma dei contenitori con cui veniva formato nei suoi primi anni di produzione. Lattica a fermentazione naturale, messo nelle tele per far sgrondare il siero, il botticello è un prodotto spalmabile, utilizzabile con spezie e olio e abbinabile anche a marmellate. Ottimo per preparare dessert come la cheesecake.

Fiurìt: fatto con lo stesso latte con cui creiamo ad arte il Formaggio Tipico Branzi FTB, il Fiurìt è il fiore di ricotta che un tempo era prodotto dai contadini per l’autoconsumo, vista la necessità di essere gustato freschissimo. Si ottiene dalla prima crema che affiora durante l’ebollizione del latte ed è il simbolo del sapere produttivo di un tempo, in cui nessuno dei residui della lavorazione del latte andava sprecato. Il gusto è molto delicato, leggermente dolce e aromatico, la crema è liquida dal colore bianco vivo, densa e leggermente granulosa. In cucina può essere abbinato sia al dolce che al salato. Originariamente accompagnava la polenta preparata la sera prima, durante le fredde sere invernali, o veniva mangiato per colazione. (Fonte East Lombardy).

Mascherpa: Una prelibatezza oggi poco conosciuta, che ha rischiato di essere dimentica e che, Latteria di Branzi, forte dell’attaccamento alla tradizione e presente fin negli alpeggi, ha scelto di rilanciare. Sorprendente nella sua semplicità, viene gustato con un filo d’olio.  Prodotta soltanto in alpeggio con tecniche e manualità tradizionali, la mascherpa rappresenta tutt’oggi la qualità e l’unicità dei nostri prodotti.

Yogurt: in questi mesi molto si è detto e altrettanto li si è apprezzati. Nella loro semplicità hanno rivoluzionato un mondo fatto di pubblicità, per offerte e grandi nomi… Che nulla hanno a che vedere con il vero latte di alpeggio. Tra gli ingredienti: latte all’87%, preparato al mirtillo del territorio al 13%. E 100% di Gusto.

 

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Welcome To Bergamo: il nuovo progetto Enogastronomico

Un’estate di gusto e sapore, sempre più tipica e sempre più estesa sul territorio bergamasco, aperta alla tradizione e votata alla conoscenza della cultura gastronomica orobica.

Il progetto, ideato e diretto dal Grand Hotel del Parco, sta ampliando la sua rete, andando a coinvolgere le aziende posizionate nei luoghi strategici della provincia, per offrire ai turisti un’offerta gastronomica improntata sul territorio. Tra le aziende che hanno aderito da subito ci sono:

Latteria di Branzi: che propone nell’offerta il Formaggio Tipico Branzi FTB, il Taleggio e lo Zola Malghese, e una selezione di salumi: tutto proveniente dai piccoli allevatori dell’alta Valle

Elav Birrificio Indipendente: che ha fatto della birra un’arte, declinabile in base ai suoi sapori ad ogni tipo di pietanza.

Azienda Agricola Biava: fresca di ingresso nella rete, propone il suo Ghibellino, un vino rosso immediato ed esuberante dalle fresche note fruttate, prodotto dalla famosa azienda agricola di Scanzorosciate.

Una combinazione gastronomica varia e curata in ogni dettaglio, per dare al menù lo stesso sapore che secoli di storia hanno dato alle nostre tavole. Ora scopriamo insieme dove poter trovare la Degustazione Welcome To Bergamo.

Grand Hotel del Parco: Fondatore dell’iniziativa, grazie alla location raffinata, alla cucina interna ed alla personalizzazione dei menu potrete aggiungere valore ed eleganza ad ogni evento.

Via Galeno, 8 – 24040 – Stezzano ( BG ) – 035 / 591710

In Baita – Latteria di Branzi: l’ingresso tra le meraviglie della Valle Brembana prevede prima di tutto una sosta, a Zogno, In Baita. Lì, la storica Latteria di Branzi ha aperto un punto di riferimento per turisti e amanti della montagna. Un food shop e ristorante con il meglio della produzione locale.

Via Grotte delle Meraviglie, 14A, 24019 Zogno BG – 0345 92061

Bù Cheese Bar: dopo una passeggiata nel cuore di Bergamo centro, potrete sostare nel dehor del primo (e unico) cheese bar cittadino, caratterizzato da una moderna rivisitazione degli ingredienti provenienti dalla montagna. Dall’antipasto fino al dolce, passando per la Degustazione Welcome To Bergamo fino al drink a base di siero di latte.  Segui Bù Cheese Bar su Facebook e Instagram.

 Via Monte S. Michele, 1, 24121 Bergamo BG – 035 220289

Monastero di Astino: uno dei luoghi più affascianti e secolari di Bergamo, posizionato sui colli cittadini, offre uno scenario di bellezza e biodiversità vegetativa incomparabile. Tra mostre ed eventi, anche la bellissima terrazza (con Elav Birrificio Indipendente, Da Mimmo Ristorante e La Marianna Ristorante) e il chiostro interno (quest’ultimo gestito da Bù Cheese Bar) dove potrete gustare i prodotti della degustazione Welcome To Bergamo.

 Via Astino, 13, 24129 Bergamo BG

Elav Kitchen & Beer: nel fascino medievale di città alta nel nuovo pub e ristorante Elav a Bergamo Alta con le birre alla spina ed in bottiglia firmate Elav, aperitivi, cocktails alla birra, brunch e un programma di seminari, eventi ed approfondimenti culturali.

Via Solata, 8, 24129 Bergamo BG – 035 017 2871

Ristorante Genio 1961,  un luogo fresco ed accogliente per coloro che vogliono passare una piacevole

La gestione familiare assicura un atmosfera piacevole e calorosa senza per questo rinunciare a quel “tocco di classe” che occorre nelle occasioni piu’.

Vai L. da Vinci 27, 24040 – Stezzano ( BG ) – 035 – 591315

 

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Vacanze in Valbrembana? 5 Posti e 5 Sapori da non perdere

Già superando la prima galleria, si iniziano a dipingere le prime vette della Valbrembana, è già Zogno, ed è subito profumo di vacanza. Molti vivono la montagna come un rifugio per il week end, fatto di grigliate e lontano dall’afa; altri invece come una settimana di puro relax in famiglia.

Oggi vi suggeriremo 5 prodotti e 5 posti meravigliosi che vi lasceranno nel palato e nella memorai tutto il gusto orobico,  e di cui non potrete più fare a meno.

Bésse de Brans: ottime per un antipasto o per accompagnare le partite dei mondiali in televisione la sera. In Baita, a Zogno, potrete trovare confezionate le rifilature della cagliata in forma di “pasta fresca” di formaggio, perfette scottate alla piastra, in padella o su pietra molto calda.

Merenda per Grandi e Piccini: sono gli yogurt orobici della Latteria di Branzi, in vari gusti e formati: da quelli monoporzione a quelli in formato famiglia. Sempre freschi, ricavati dal latte degli alpeggi che pastorizziamo In Baita, a Zogno, e arricchiti con la frutta dei nostri boschi.

Dolce o Salato? La risposta è comunque Fiurit. Conosciuto anche come ricotta liquida, è prodotto esclusivamente due volte a settimana, nasce dalla prima fioritura del siero. Potete abbinarlo alla polenta oppure ai dessert.

Il Dessert: il latte munto sulle nostre montagne, non sempre diventa yogurt. Panne cotte o budini? Tanti gusti diversi per chiudere in bellezza le cene in vacanza

FTB Branzi: l’imperdibile. Prende il nome dal paese di Branzi, e con la sua storia centenaria rappresenta uno dei formaggi più duttili in cucina e apprezzati al palato. Venite in Baita, a Zogno, e sceglieto nella stagionatura che preferite.

Ma ora passiamo alle attività di leisure: cosa fare in Valle Brembana? Ecco 5 posti assolutamente da non perdere!

San Pellegrino Terme: una delle cittadine in stile Liberty meglio conservate, con il Grand Hotel, il palazzo del Casinò e il sole che si riflette cristallino lungo il dorso del Brembo, rappresenta una sosta immancabile, per un gelato e una passeggiata romantica.

Ciclovia in ValBrembana: se amate pedalare, vi aspettano 20 km di meraviglie paesaggistiche, da Zogno a Piazza Brembana, seguendo il tragitto della ex ferrovia della valle.

Branzi & le Cascate: dove ha origine il Formaggio Tipico Branzi, fascino e natura si mescolano, fra romantici ponti e suggestive cascate, dove passeggiare e rilassarsi, prima di riprendere il cammino lungo la valle

Cornello del Tasso: è uno dei borghi più belli d’Italia e anche meglio conservati. Ancora intatta la sua struttura medievale, sia a livello urbanistico che architettonico, culmina con il bellissimo palazzo Tasso.

Casa di Arlecchino: L’edificio è situato nel borgo medievale di Oneta, raggiungibile a piedi dopo aver percorso l’antica mulattiera. Il nome lo deve alla residenza dell’attore rinascimentale Alberto Naselli, che rappresentò la maschera di Arlecchino nelle principali corti europee del suo tempo.

 

 

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Gusto a Tavola? Scopri la Ricetta della Latteria di Branzi

La Latteria di Branzi vi porta In Baita, a Zogno, con la ricetta del mese scelta proprio per voi. Scoprite le Casere a tavola!

Scocca l’ora di Giugno, dei week end alla casa in montagna, delle gite domenicali e delle lunghe passeggiate serali. Ma anche l’ora di un sapore tutto gusto e tradizione. Lo chef della Latteria di Branzi vi propone un accostamento che fin da bambini abbiamo vissuto nei nostri piatti la domenica a pranzo in famiglia, e che oggi riassaporeremo con la ricetta originale: Ossibuchi da abbinare alla Polenta Taragna Orobica Originale.

Ingredienti per 6 Perone

6 Ossibuchi, 1 cipolla, 1 carota, 1 gamba di sedano, 1 spicchio d’aglio, prezzemolo tritato, 80 g di burro, salsa di pomodoro, buccia di limone, sale e pepe ½ bicchiere di vino bianco secco.

Preparazione

Mettete in pentola olio, burro, cipolla, sedano, carota e aglio tritati e fate rosolare con il battuto. Condite con sale e pepe. Bagnate con il vino bianco e aggiungete un po’ di salsa di pomodoro dopo che questo è evaporato. A cottura ultimata, togliete gli ossibuchi, aggiungete la buccia di limone e il prezzemolo tritati,  legate il sugo con una noce di burro e un cucchiaio di farina cuocendo per 15 minuti. Passate il sugo al setaccio e versatelo sugli ossibuchi che avrete riposto nella pentola. Serviteli caldi, spolverizzando con prezzemolo tritato. E ora abbiniamolo alla Polenta Taragna Orobica Originale di cui vedremo la ricetta ufficiale

Ingredienti per 6 Persone – Polenta Taragna Orobica Originale

800g di farina gialla o mista saraceno, 4 litri d’acqua, sale, salvia, aglio 600-800g di formaggio FTB Branzi, 150 g di burro

Preparazione

Scaldate l’acqua nel paiolo, salate, e prima che inizi a bollire, versate lentamente a pioggia la farina, mescolando continuamente con un bastone di legno, in modo che non si formino grumi.

Rimestate continuamente per 50-60 minuti fino ad ottenere una Polenta di una certa consistenza ma non dura.

A cottura ultimata aggiungete il formaggio FTB Branzi fresco tagliato a dadi.

Rimestate lentamente. Il formaggio non deve sciogliersi completamente, deve filare pur mantenendo parte del dado consistente.  A questo punto versate il burro precedentemente rosolato in un tegame con la salvia e gli spicchi d’aglio. Bucherellando la Polenta con il bastone di legno, fatelo penetrare nell’impasto senza mescolare. Servitela molto calda e con un mestolo o cucchiaio di legno.

Se anche tu ami gustare i piatti tipici brembani o cucinarli, condividili sui social con gli hashtag #orobie #latteriadibranzi

Vi abbiamo incuriosito e ingolosito? Allora mettetevi ai fornelli con gli ingredienti originali esatti che troverete In Baita, alla Latteria di Branzi. Siamo a Zogno, in via Grotte delle Meraviglie 14/A, oppure prenotate al Bù Cheese Bar, via Monte San Michele 1, nel cuore di Bergamo.

5 modi per vivere il Formaggio Tipico Branzi FTB a tavola

La Latteria di Branzi vi porterà a vivere un’esperienza culinaria nuova, scoprendo cinque ricette che non vi aspettate con il Formaggio Tipico Branzi

C’è chi lo vede come una forma cilindrica, e chi, invece, come una forma di gusto declinabile all’interpretazione che ognuno dà alla propria tavola.

Oggi non vi diremo solo “dove” andare a mangiarlo, ma anche “come” mangiarlo, per rendere unica la vostra esperienza culinaria con uno dei formaggi più antichi delle Orobie.

Il protagonista? È sempre lui ed è sempre diverso: il Formaggio Tipico Branzi FTB!

Proprio perché pensi di conoscerla, la tradizione non finirà mai di sorprendere… E oggi ve la proponiamo rivisitata, secondo lo chef dei nostri partner di Bù Cheese Bar.

  1. Branzi alla Piastra: più che una ricetta, un nuovo punto di vista tutto gusto e semplicità. Tagliate in sottili fette il Formaggio Tipico Branzi FTB stagionato 60 giorni, e accompagnatelo con misticanza di stagione, scelta per voi dalla Latteria di Branzi, che raccoglie le verdurine fresche dai piccoli produttori locali. (Disponibile da Bù Cheese Bar)
  2. Vellutata di Zucca e Patate con Crostini di Pane:un piatto semplice ma mai banale. Pulire la zucca, pelare le patate e tagliarle a cubetti. In una padella alta mettere la zucca, le patate, il sale e coprire con acqua fredda. Un romantico piacere per il palato.
  3. Cotoletta alla Milanese con Branzi fresco Fuso: uno dei più classici piatti, il vitello servito con osso, dorato e rivestito da un manto di FTB Branzi adagiato e fuso per dare un sapore unico alla pietanza. Anche in questo caso, non scordate le misticanze di stagione. (Disponibile da Bù Cheese Bar)
  4. O.B. – Cheese Burger: un tocco moderno alla tradizione, con l’hamburger di manzo di Bruna e pasta di salame, formaggio Branzi FTB 60 giorni, pancetta croccante della Val Taleggio, cipolla caramellata esalta dressing di yogurt fatta in casa, senape e miele millefiori della Valbrembana. (Disponibile da Bù Cheese Bar)
  5. Ciareghì con Tartufo Nero di Bracca e Branzi Stravecchio: in un souté abbastanza lungo sciogliere il burro e adagiare con cura le uova facendo attenzione a non rompere il tuorlo. Cuocere per qualche minuto e servire il ciareghì molto caldo. Una volta nel piatto adagiare sopra delle scaglie di FTB Stravecchio e delle fettine sottili di Tartufo nero

 

Vi abbiamo incuriosito e ingolosito? Allora mettetevi ai fornelli con gli ingredienti originali esatti che troverete In Baita, alla Latteria di Branzi. Siamo a Zogno, in via Grotte delle Meraviglie 14/A, oppure prenotate al Bù Cheese Bar, via Monte San Michele 1, nel cuore di Bergamo.

Le Casére arrivano in Cucina: sapori orobici!

Lo chef della Latteria di Branzi, per l’occasione, rispolvera una ricetta semplice, ma che conquisterà il vostro palato, abbinando la salsiccia alla Polenta Taragna Orobica Originale.

Oggi vi spiegheremo come realizzarla, calibrando le giuste quantità dei corretti ingredienti, perché è proprio dietro una apparente semplicità che si cela la cura del dettaglio.

Salsiccia in Padella con Polenta Taragna Orobica Originale

Ingredienti per 6 Persone

Forare la pelle della salsiccia affinché non si rompa durante la cottura, tagliatela a pezzi o arrotolatela a porzione fermandola con uno stecco.

Mettetela in un tegame con poco olio, fate quindi rosolare ambedue i lati e spruzzatela con il vino bianco.

Come variante potrete aggiungere salsa di pomodoro, infine servite con Polenta Taragna Orobica Originale.

 

Ingredienti per 6 Persone – Polenta Taragna Orobica Originale

800g di farina gialla o mista saraceno, 4 litri d’acqua, sale, salvia, aglio 600-800g di formaggio FTB Branzi, 150 g di burro

Preparazione

Scaldate l’acqua nel paiolo, salate, e prima che inizi a bollire, versate lentamente a pioggia la farina, mescolando continuamente con un bastone di legno, in modo che non si formino grumi.

Rimestate continuamente per 50-60 minuti fino ad ottenere una Polenta di una certa consistenza ma non dura.

A cottura ultimata aggiungete il formaggio FTB Branzi fresco tagliato a dadi.

Rimestate lentamente. Il formaggio non deve sciogliersi completamente, deve filare pur mantenendo parte del dado consistente.  A questo punto versate il burro precedentemente rosolato in un tegame con la salvia e gli spicchi d’aglio. Bucherellando la Polenta con il bastone di legno, fatelo penetrare nell’impasto senza mescolare. Servitela molto calda e con un mestolo o cucchiaio di legno.

Le meraviglie in tavola della Latteria ti aspettano In Baita!

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Welcome To Bergamo: La Degustazione 100% Orobica

Essere social e nel contempo concreti. Quello di cui ha bisogno la nostra terra e che, senza indugi, sta accadendo, grazie ad imprenditori lungimiranti che incalzano la crescita turistica della città attraverso la riscoperta e la valorizzazione della nostra tradizione. E’ il Caso del Grand Hotel del Parco di Stezzano che, da mesi, ha lanciato il progetto di valorizzazione territoriale “Welcome To Bergamo”.

“E’ un’iniziativa molto ampia – spiegano dal direttivo della struttura alberghiera – finalizzata all’informazione ed al coinvolgimento attorno ai principali eventi di interesse culturale, artistico ed eno-gastronomico organizzati in Bergamo e Provincia”.

Diventare sostenitori del progetto è molto semplice: basta condividere le iniziative sui social. Ma prendervi parte… Ha tutt’altro sapore. Soprattutto quando entra in scena la declinazione culinaria del programma, la “Degustazione Welcome To Bergamo”, che nasce con l’intento di promuove prodotti d’eccellenza delle principali aziende del territorio, sapientemente orchestrati per esperienze di gusto che rappresentano il miglior souvenir per chi visita Bergamo.

“Dai primi giorni di aprile – spiegano dal Grand Hotel del parco – tutti i nostri ospiti nazionali ed internazionali potranno conoscere la “Degustazione Welcome to Bergamo”, grazie all’iniziativa che nasce dal nostro progetto di valorizzazione territoriale “Welcome to Bergamo”, con la preziosa collaborazione di In Baita – Latteria di Branzi (Zogno) e del Birrificio Indipendente Elav (Comun Nuovo)  volta alla promozione di prodotti locali d’eccellenza.

Latteria di Branzi fornirà quotidianamente varie tipologie dei più noti formaggi (Branzi, Zola malghese, Taleggio, ecc…) e salumi selezionandoli direttamente dai microproduttori delle nostre valli, ed in abbinamento Birrificio Elav affiancherà ricercate birre prodotte dai propri mastri birrai.

Insomma: un’occasione davvero da non perdere, ma anche da sostenere!

Se vuoi restare aggiornato sul progetto di valorizzazione territoriale Welcome To Bergamo, clicca qui https://www.facebook.com/grandhoteldelparco/

 

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#OROBIE: l’hashtag del bello, del buono e del vero

Ciò che rende unica Bergamo, è quella sensazione di avere così vicine le montagne da poterne toccare la punta. E poco importa se alla fine non ci riesci, perché a volte basta uno scatto ben fatto e postato su Instagram per far vivere un senso di libertà.

Strano a dirsi, il mondo dei social sta rendendo ancora più forte il legame tra uomo e tradizione, e su Instagram la community che si raccoglie nell’etichetta #Orobie rappresenta un romanzo fatto di tanti punti di vista e segmenti di interessi, che riportano alle radici dell’East Lombardy.

Chi racconta di sentieri e camminate, chi di momenti nei posti tipici e chi, come noi della Latteria di Branzi, racconta di prodotti di montagna, ricette e scatti di gusto.

La suddivisione temporale dei post di instagram ci ha spinti a dare una guida alla comunità appassionata delle #Orobie, proponendo piatti e prodotti tipici in base alla loro cadenza annuale.

Chi dice Orobie pensa, in primis, alla Polenta Taragna Orobica. Uno dei piatti più rappresentativi, che vede nel Formaggio Tipico Branzi FTB uno dei capisaldi per sua la corretta preparazione. Ogni mese vi accompagneremo in tavola con i grandi abbinamenti della tradizione, spiegandovi come prepararli e ricordandovi anche di taggarli, scegliendoli in base al periodo dell’anno che segue il loro corso naturale per arrivare alle nostre tavole.

Oggi abbineremo la Polenta Taragna Orobica allo Stinco di Vitello, attraverso due ricette originali, da tenere sempre in cucina a portata di mano.

La Polenta Taragna Orobica –  Ricetta Ufficiale:

Ingredienti

Dose per 6 persone

  • 2 litri di acqua in modo da ottenere la polenta morbida adatta alla taragna;
  • 10 grammi di sale grosso;
  • 350-400 grammi di farina di mais vitrei o semivitrei, possibilmente di varietà antiche, coltivati nelle province di Bergamo, Brescia, Lecco, Sondrio. Laddove rientri nella tradizione è ammessa anche una percentuale di grano saraceno. La quantità di acqua dipende dalla tipologia e dalla granulometria della farina di mais;
  • 650 grammi almeno di Formaggio Tipico Branzi FTB o Formai de mut dell’Alta Valle Brembana dop, bitto storico presidio Slow Food, Bitto dop. La quantità del formaggio dipende dalla sua stagionatura.

 

Per il condimento

50 grammi di burro soffritto con uno spicchio d’aglio e quattro foglie di salvia (poi rimossi) da versare sulla polenta taragna orobica qualora venga servita come piatto unico.

Procedimento

Mettere l’acqua in un paiolo di rame, di ghisa o in una pentola d’acciaio col fondo spesso e con gli angoli arrotondati e portarla a ebollizione; salarla e versarvi la farina a pioggia, mescolando di continuo affinché non si formino grumi. Portare a cottura per almeno un’ora mescolando al bisogno. Aggiungere acqua calda se risulta troppo densa.

Tagliare il formaggio a pezzetti, abbassare il fuoco al minimo e aggiungerlo alla polenta. Amalgamare bene gli ingredienti fino al loro completo scioglimento (5-6 minuti).

Aggiustare eventualmente di sale e poi servire immediatamente la polenta taragna orobica in ciotole di ceramica o di terracotta, oppure adagiandola su un tagliere.

Qualora costituisca un piatto unico condirla con il burro insaporito con aglio e salvia.

 

E per servirla in tavola secondo la tradizione, non scordate di abbinare lo stinco di vitello.

STINCO DI VITELLO

Ingredienti per 6 Persone

2 stinchi di vitello, 1 bicchiere di vino bianco secco, 1 spicchio d’aglio, rametto di rosmarino, burro, sale e pepe.

Preparazione:

Fate rosolare gli stinchi in un tegame con un pezzo di burro, aglio e rosmarino. Bagnate con un bicchiere di vino bianco, aggiungete sale e pepe. Evaporato il vino con fuoco vivace, infornate a calore moderato per circa due ore, ricordandovi di irrorarli ogni tanto con il loro sugo di cottura, altro vino bianco o brodo. Portate in tavola gli stinchi e, a parte, in una salsiera il sugo. Da servire rigorosamente con Polenta Taragna Orobica

Latteria di Branzi  ti aspetta In Baita, a Zogno, in via Grotte delle Meraviglie 14/A (Bg) –  0345 92061 | Siamo aperti da lunedì a domenica con servizio di vendita dei nostri migliori prodotti tipici e nel week end con il servizio di ristorazione.